Pico della Mirandola e la dignità dell’uomo: la libertà come fondamento della Reintegrazione

L’Oratio de hominis dignitate di Pico della Mirandola, considerata il manifesto del Rinascimento, è per l’iniziato martinista che attraversa la Sesta Soglia un testo fondamentale. Pico immagina Dio che, nel momento della creazione, dice all’uomo: “Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché, quasi libero e sovrano artefice di te stesso, tu possa plasmarti nella forma che avrai preferito. Potrai degradarti nelle cose inferiori, che sono le bestie; potrai rigenerarti nelle cose superiori, che sono divine.” Questa libertà radicale non è un privilegio: è una responsabilità cosmica. L’iniziato non lavora più perché spinto, ma perché sceglie. Sceglie consapevolmente la propria risalita verso il Divino. La dignità dell’uomo consiste proprio in questa libertà: nell’essere chiamato a costruire sé stesso, a scegliere il proprio essere, a diventare ciò che vuole essere. Questo articolo accompagna il martinista nella lettura dell’Oratio come testo che illumina la Via del Cuore e la Sesta Soglia del cammino verso la Reintegrazione. Completo di bibliografia ragionata con edizioni del testo, studi di Eugenio Garin e Frances Yates, e testi sul collegamento tra Pico, Ermetismo e Martinismo.