Reale — Dai greci una lezione per l’uomo d’oggi

Giovanni Reale in un’intervista del 1994 osserva come si stia drammaticamente avverando la profezia di Nietzsche sull`avvento di un nichilismo metafisico.
Il Novecento sembra, infatti, essere contrassegnato da quella negazione della verità, e in generale d’ogni sistema di valori, etici e teoretici, che è sintetizzata dalla celebre frase “Dio è morto”. Il nichilismo si presenta oggi sotto una pluralità di maschere, tra cui l’ideologismo e il prassismo, ossia, rispettivamente, l’idea che la teoria non miri alla verità ma alla persuasione, e l’idea che il valore di un uomo consista in ciò che egli fa, non in ciò che è o pensa.
Contro l’ideologismo, Reale, si richiama ai filosofi greci e ricorda una leggenda, nata probabilmente nella cerchia pre-socratica, secondo la quale, alle Olimpiadi, andavano tre gruppi di persone: uno per vendere e guadagnare, uno per gareggiare nei giochi, un altro solo per vedere e capire.
“Guardare in faccia alla realtà” è il tratto essenziale del filosofare greco. Platone ritiene che il primo contemplatore per eccellenza fosse proprio Talete, evocato anche dal noto aneddoto che lo vede deriso dalla servetta tracia quando, intento nella contemplazione del cielo, era caduto in un fosso.
Contemplare la verità, l’assoluto, guardare in faccia l’intero per l’eterno, come dice Platone stesso nella Repubblica, è il fine ultimo e più elevato dell’uomo.

Le dottrine non scritte di Platone (agrapha dogmata)

di MAURO BARGELLINI Le dottrine non scritte sono così chiamate sulla falsariga di un’espressione che si legge nella Fisica di Aristotele (209b 14-15) dove, parlando del problema della materia, egli riporta separatamente l’interpretazione che Platone ne ha dato nel Timeo e in quelle che lui chiama appunto “dottrine non scritte”. Aristotele però anche nella Metafisica (in … Leggi tutto

Advaita vedânta e metafisica platonica

di Paolo Scroccaro   L’Advaita Vedânta è il Vedânta (compimento dei Veda) della Non-Dualità, solitamente considerato il vertice della spiritualità indù, poiché per la sua universalità non intende contrapporsi alle altre correnti ortodosse (darshana, cioè punti di vista), ma le “comprende” e le rispiega a partire da un angolo visuale più ampio. Il Platonismo è l’espressione … Leggi tutto

Introduzione a Platone

Platone

di Paolo Scroccaro

La quantità di saggi e commenti alle sue opere, l’ammirazione e la venerazione che fin dall’inizio gli è stata tributata, ma anche l’accanimento con cui è stato criticato, sono indici dell’importanza che Platone ha avuto ed ha ancora per il pensiero occidentale. Nella sua opera si ritrovano tutte le tematiche della filosofia: dall’etica alla politica, dalla religione all’economia, dalla medicina alla fisica, dalla psicologia all’astronomia. Questo anche grazie al fatto che il dipartimentalismo specialistico che affligge il pensiero moderno era alieno ad una mentalità secondo la quale la cultura doveva essere globale e interdisciplinare, valori che da qualche anno a questa parte si stanno riscoprendo.

Per questo motivo sbaglia chi cerca in Platone gli elementi di un pensiero dualista: questo dualismo che la nostra razionalità ci impone, si annulla ad un livello più alto, in cui gli opposti coincidono. Non a caso tutte le correnti di pensiero che si ispirarono a Platone, da Plotino a Giordano Bruno, hanno fatto della coincidentia oppositorum uno dei loro elementi essenziali.

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Filosofia e Sapienza: Le radici del platonismo

di Paolo Scroccaro In genere, la storiografia moderna e contemporanea interpreta la filosofia greco-italica basandosi sui pregiudizi evoluzionistici correnti, ormai divenuti una specie di norma inappellabile, senza considerare minimamente il punto di vista degli antichi. Che cosa pensavano della nascita della filosofia i suoi maggiori esponenti? Quali furono i rapporti con le epoche precedenti? Per rispondere, … Leggi tutto

Aristotele – Etica Nicomachea

L’Etica Nicomachea è una raccolta di appunti di Aristotele ed è considerato il primo trattato sull’etica come argomento filosofico specifico. L’aggettivo “Nicomachea” indica probabilmente una dedica di Aristotele al figlio (Etica Nicomachea gr. Ἠθικὰ ΝικομάχειαEthika Nikomacheia lat. Ethica Nichomachea), ma non è escluso che fosse il nome assegnato dal figlio stesso quando pubblicò l’opera postuma. L’opera era … Leggi tutto