Advaita vedânta e metafisica platonica

di Paolo Scroccaro   L’Advaita Vedânta è il Vedânta (compimento dei Veda) della Non-Dualità, solitamente considerato il vertice della spiritualità indù, poiché per la sua universalità non intende contrapporsi alle altre correnti ortodosse (darshana, cioè punti di vista), ma le “comprende” e le rispiega a partire da un angolo visuale più ampio. Il Platonismo è l’espressione … Leggi tutto

Vita e opere di Shankara

Adi Shankaracharya

Vita e opere di Shankara (scheda didattica) di Paolo Scroccaro Shankara è riconosciuto come uno dei massimi esponenti della metafisica di tutti i tempi. Ciò nonostante, non è nemmeno citato nei nostri manuali di filosofia, liceali ed universitari (vi è un’unica eccezione: E. Balducci, Storia del pensiero umano). La gravissima omissione, oltre che deplorevole, è del tutto … Leggi tutto

Nel Brahman il fascino dell’Oriente

La prima edizione integrale del Bramasûtra  di AA.VV. Da tempo chi vive nel benessere ma anche nel vuoto del materialismo consumistico, tipici delle società occidentali, fa esperienza del fascino che esercita il pensiero orientale. Ma quale reale appeal può avere, nel mondo disincantato della tecnica, l’idea che tutto ciò che i sensi attestano sia soltanto … Leggi tutto

Miti e Dei dell’India

Red Edizioni – Como 1996 Collana “Uomini e Dèi” di antropologia e religione diretta da Francesco Paolo Campione  Introduzione di Grazia Marchiano Traduzione e Redazione di Verena Hefti 512 p. Rizzoli Editore 2003 Il piacere come esperienza divina Alain Daniélou, Miti e dei dell’India. I mille volti del pantheon induista (prefazione di Grazia Marchianò), Biblioteca … Leggi tutto

Il Sanâtana Dharma

Krishna attacca Bhishmha con una ruota di carro

La nozione del Sanâtana Dharma è una di quelle che non hanno in Occidente un equivalente esatto, al punto che appare impossibile trovare un termine o un’espressione che ne renda il significato in modo completo e in tutte le accezioni; qualsiasi traduzione che di essa si potrebbe proporre risulterebbe, se non interamente falsa, per lo meno molto … Leggi tutto

Radici culturali dell’Occidente, “miracolo greco” e metafisica nel pensiero di René Guénon

René Guénon

di Paolo Scroccaro

«Diorama Letterario», n. 151, settembre 1991

Il primo libro di Guénon, Introduzione generale allo studio delle dottrine indù; viene pubblicato nel 1921. I primi capitoli propongono una particolare lettura del mondo greco antico, secondo una prospettiva che intende colpire alcuni pregiudizi interpretativi ampiamente diffusi nell’età moderna. Innanzi tutto, viene messa in discussione la pretesa superiorità della civiltà greco-romana, pretesa fondata sulla ignoranza di altre forme di civiltà, spesso più antiche di quella in questione. Guénon sottopone a critica le vedute unilaterali degli storiografi occidentali, «intellettualmente incapaci di superare i limiti del Mediterraneo»1, i quali hanno elaborato la tesi fantasiosa e inconsistente del cosiddetto “miracolo greco”, tesi che, con sfumature diverse, è stata riproposta anche in tempi più recenti, ottenendo un successo inversamente proporzionale ai meriti.
Si può comprendere il senso della acredine guénoniana, ove si tenga presente lo scopo del testo citato all’inizio: si tratta di presentare le dottrine indù nella loro portata eminentemente metafisica, portata che solitamente viene attribuita alla filosofia greca e negata all’Induismo (e ad altre correnti spirituali orientali), cui si riconosce volentieri una dimensione più che altro religiosa e mitologica, dando a questi termini un significato prevalentemente negativo, che fa pensare al non speculativo. Guénon, nel prendere le difese dell’Induismo contro i detrattori di vario genere, non si limita a porre il problema della pluralità delle civiltà antiche contro l’etnocentrismo occidentale, abituato ad esaltare la Grecia quale culla del mondo moderno: ben di più, intende evidenziare le lacune del mondo greco-romano proprio da un punto di vista metafisico. Questi due aspetti della polemica guénoniana vanno accuratamente distinti, perché si occupano di questioni diverse e non si implicano necessariamente, anche se vi è, ovviamente, qualche punto di contatto.

Occorre precisare che l’impostazione riduttivistica delle storiografie moderne più accreditate è un frutto tipico della mentalità moderna, come tale non attribuibile ai Greci. Una parziale conferma di ciò viene dallo stesso Guénon, il quale scrive che «i Greci hanno adottato quasi tutto dagli Orientali, almeno dal punto di vista intellettuale, ed essi stessi lo hanno ammesso abbastanza sovente» (Introduzione generale allo studio delle dottrine indù, pag. 29). A pag. 43 dell’opera citata, egli si riferisce al noto passo del Timeo platonico, là dove il sacerdote egizio così si rivolge al pur saggio Solone:

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Introduzione generale allo studio delle dottrine indù

Introduzione generale allo studio delle dottrine indù

Opera prima dello scrittore francese, era all’inizio concepita come ricerca con cui avviarsi alla carriera universitaria. Fu pensata, infatti, come tesi di dottorato, ma venne respinta. L’editore parigino Marcel Rivière decise di pubblicarla nel 1921. Le dottrine indù costituiscono solo una parte dell’intera opera destinata, nelle intenzioni dell’Autore, a correggere l’interpretazione, oramai consolidatasi in Occidente, … Leggi tutto