Julius Evola e la Via della Mano Destra: l’ascesi come conquista della volontà

This is post 9 of 12 in the series “Percorsi di studio: Tradizione” La Philosophia Perennis: l’unica sorgente di tutte le tradizioni René Guénon e la crisi del mondo moderno: perché la Tradizione è urgente La distinzione tra esoterico ed essoterico: entrare nel nucleo vivo della Tradizione I simboli della Tradizione: il linguaggio che non … Leggi tutto

Il Sacro e il Profano: Mircea Eliade e la struttura dell’esperienza religiosa

Mircea Eliade e la struttura dell’esperienza del sacro: ierofania, spazio sacro, tempo sacro, mito dell’eterno ritorno. Come la fenomenologia religiosa di Eliade illumina il significato del rito iniziatico e il percorso verso la Via Cardiaca.

Il Centro del Mondo: l’Axis Mundi come simbolo dell’orientamento interiore

‘Axis Mundi — la montagna sacra, l’albero cosmico, il tempio — come simbolo universale del Centro del Mondo e del centro interiore dell’iniziato. Da Eliade a Guénon: il punto fisso come meta del cammino e bussola della pratica quotidiana

I simboli cosmologici universali: il cerchio, il punto, la croce, il triangolo

Prima della parola, prima del concetto, c’era la forma. I quattro simboli primari della geometria sacra — il punto, il cerchio, la croce, il triangolo — sono la mappa più antica e più universale del cosmo e dell’anima. Il punto è il Principio indifferenziato, l’Uno prima della manifestazione. Il cerchio è la totalità, il ciclo, la perfezione senza inizio né fine. La croce è l’asse del mondo, l’incontro tra la dimensione verticale (Cielo-Terra) e quella orizzontale (dispiegamento nel tempo e nello spazio). Il triangolo è la triade, la struttura minima della manifestazione. Questi quattro simboli non appartengono a nessuna cultura in particolare perché precedono ogni cultura: li ritroviamo nella Kabbalah, nell’Alchimia, nel Buddhismo, nel Martinismo. Per l’iniziato che si affaccia alla Prima Soglia — il Richiamo — imparare a leggerli non è erudizione: è riconoscere nella propria interiorità ciò che i simboli manifestano, e riconoscere nei simboli ciò che la propria interiorità già contiene. Questo articolo accompagna il martinista nella comprensione e nell’integrazione dei simboli cosmologici universali come prima mappa del cammino. Completo di bibliografia ragionata con testi fondamentali di René Guénon, Titus Burckhardt, Ananda Coomaraswamy e maestri del Martinismo.

Cos’è un simbolo: la differenza tra simbolo, allegoria e segno

L’articolo introduttivo e fondamentale di questo percorso sul simbolismo tradizionale. L’iniziato che si affaccia alla Prima Soglia — il Richiamo — ha bisogno di imparare a leggere il linguaggio in cui il Richiamo stesso è espresso: il linguaggio dei simboli. Ma non ogni immagine che si fa chiamare simbolo lo è realmente. René Guénon ha insegnato a distinguere: il segno è arbitrario, l’allegoria è convenzionale, il simbolo partecipa della realtà che rappresenta. La croce non illustra l’asse del mondo: ne è una manifestazione. La Maschera martinista non rappresenta l’annullamento dell’ego: lo opera. Il fuoco del rito non evoca la purificazione: la compie. Questo articolo accompagna il martinista nel primo fondamentale passo di discernimento: imparare a riconoscere i simboli autentici dagli pseudo-simbolismi decorativi che popolano l’esoterismo di consumo. Perché i simboli dell’Ordine non sono decorazioni del percorso iniziatico: sono porte. E le porte, per chi sa, si attraversano. Completo di bibliografia ragionata con testi fondamentali di René Guénon, Titus Burckhardt, Ananda Coomaraswamy e maestri del Martinismo.

Frithjof Schuon e la Trascendente Unità delle Religioni

Frithjof Schuon e la Trascendente Unità delle Religioni: perché le grandi Tradizioni convergono al centro esoterico pur divergendo alla periferia essoterica. Un contributo fondamentale per l’iniziato che vuole percorrere la propria via con fedeltà senza cadere nell’esclusivismo né nel sincretismo.

I cicli cosmici: Kali Yuga e il lavoro dell’iniziato nei tempi bui

La dottrina dei cicli cosmici nelle grandi Tradizioni — dal Kali Yuga induista all’età del ferro di Esiodo — come mappa del tempo in cui l’iniziato contemporaneo si trova a operare. Guénon, Evola e la comprensione cosmologica necessaria per lavorare nel tempo buio.

Le quattro Olam: i mondi della discesa e della risalita

I quattro Mondi della Kabbalah — Atziluth, Beriah, Yetzirah, Assiah — come mappa della discesa della coscienza nella materia e della sua risalita verso il Divino. La struttura dei quattro Olam come corrispondenza diretta con le nove soglie del cammino martinista: dal Richiamo in Assiah alla Reintegrazione in Atziluth.

I simboli della Tradizione: il linguaggio che non invecchia

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L’Albero della Vita: la mappa del cosmo e dell’anima

La Kabbalah e l’Albero della Vita: introduzione al sistema esoterico ebraico come mappa del cosmo e dell’anima umana. Le dieci Sephiroth, i quattro Mondi, la struttura verticale da Kether a Malkuth — e la loro corrispondenza diretta con il percorso martinista verso la Reintegrazione.