Sono praticabili, oggi, gli insegnamenti di Louis-Claude de Saint-Martin?

Più volte, dei fratelli, non solo fra gli Associati, li ho sentiti porsi la domanda se il pensiero, ovvero la dottrina con i relativi insegnamenti del Filosofo d’Amboise, e conseguentemente la via da lui tracciata, siano sempre attuali. Questa domanda, che anch’io mi sono posto tanti anni or sono, è da ritenersi più che appropriata, specialmente se si considera l’epoca in cui stiamo vivendo: un’epoca in cui il tempo non ha più tempo, un’epoca in cui tutti rincorrono gli attimi, senza accorgersi che con essi se ne va il proprio esistere.

C’è tanta voglia di tempo, e nel continuo desiderio di dare un senso alla nostra esistenza, la nostra vita sembra essersi trasformata in una corsa affannosa verso un traguardo che si rivela sempre impossibile da raggiungere e che ci riporta alla mente le parole di Quelet, figlio di Davide, re di Gerusalemme (Quelet 1:14): «Ho meditato su tutto quel che gli uomini fanno per arrivare alla conclusione che tutto il loro affannarsi è inutile. È come se andassero a caccia di vento».

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Sugli Eggregori in generale, e su quello Martinista in particolare

Prima di prendere in esame questo argomento ho riflettuto a lungo. La questione presenta motivi che lasciano perplesso colui che deve decidere, sulla base delle esperienze personali e degli insegnamenti ricevuti, se si debbano o meno affrontare, in via operativa – anche se elementare – forze poco conosciute che possono creare situazioni abnormi e possono indirizzare verso vie che portano alla controiniziazione. Tuttavia, poiché le nostre cerimonie sono rituali e ogni Rito comporta azioni che determinano la creazione di frequenze e poiché un lavoro di catena o di gruppo o di più gruppi contemporaneamente sarebbe opportuno fosse compiuto nei vari gradi, mi sono deciso ad affrontare questo argomento.

Che cosa è un Eggregore?

La parola viene dal greco ed indica un “insieme”, un “gruppo” di persone legate da sentimenti, ideali,usi e costumi comuni. Una famiglia è già un potente Eggregore; un Ordine basato su regole ben determinate, dottrine precise seguite da tutti i suoi componenti, regole, credenze, fedi ecc. è un Eggregore possente.

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L’Iter Operativo Martinista, di Francesco Brunelli

Il mondo dell’occulto è un mondo che attrae e che richiama, che fa tremare di paura, fremere di desiderio… che fa vivere intere vite affascinanti come una splendida sirena non saprebbe mai affascinare un comune mortale.
In verità abbiamo letto da qualche parte che l’uomo corre dietro alla sua anima fatta sirena per vite intere per congiungersi ad essa in un amplesso che è morte per il secolo, ma che è vita sub specie aeternitatis…
Il Martinista e così! L’Ordine traccia una strada, un iter, ma come giustamente annotava il Kremmerz non bisogna scadere nella faciloneria. «Martinez de Pasqually in operazioni di magia fece avere ai suoi discepoli di Bordeaux, delle apparizioni. Quando i discepoli, lontani dal maestro, andarono a tentare e non ebbero risultati si lagnarono aspramente; ed allora il Pasqually scrisse ad essi: “Ma che credete che io sia padrone di mandarveli? Persistete e procurate di riuscire”». Naturalmente è logico e legittimo che la strada al viandante sia tracciata con la massima chiarezza possibile perch’esso non si perda in sentieri differenti (ed apparentemente più fruttiferi) che per contro lo allontanano dalla meta ch’esso si propone. Ed il viandante è il Martinista spesso raffigurato con la nona lama del Taro, l’Eremita che avanza cauto e circospetto poggiandosi sul bastone dai sette nodi, che è in possesso di una luce che dapprima da fermo ha intravisto, da cui successivamente si è lasciato compenetrare, poi avvicinandosi ad essa l’ha fatta sua.

Egli è coperto da un mantello il cui interno è dotato delle stesse proprietà isolanti del mantello di Apollonio che rendono chi lo indossa potente nella volontà trasmutatrice non distratta dalla mondanità e dai condizionamenti del secolo. Questo viandante, l’eremita della nona lama del Taro, è il Superiore Incognito e dal simbolismo or ora evocato si potranno trarre elementi tali che il punto d’arrivo ed il lavoro necessario per conseguirlo appariranno più chiari.

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Dichiarazione congiunta sulla Dottrina della Giustificazione

Il documento che pone fine alla storica controversia tra cattolici e luterani sulla fondamentale questione se la salvezza si può raggiungere solo con la fede, come sostengono le chiese luterane, o con la fede e le opere, come sostiene la chiesa cattolica. Fai clic per accedere a DICHIARAZIONE-CONGIUNTA-1.pdf