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	<title>spogliarsi delle vesti planetarie &#8211; O.M.A.T.</title>
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	<description>Ordine Martinista Antico e Tradizionale</description>
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		<title>La risalita attraverso le sfere: spogliarsi delle vesti planetarie</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 08:13:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ermetismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Notte Oscura]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Poimandres, primo trattato del Corpus Hermeticum, descrive con precisione il processo inverso alla caduta: nella risalita, l'anima attraversa le stesse sfere planetarie che aveva attraversato nella discesa — ma questa volta lascia a ciascuna sfera la qualità negativa che aveva acquisito. A Saturno lascia la malvagità, a Giove la menzogna, a Marte l'avarizia, al Sole la superbia, a Venere la cupidigia, a Mercurio la ragione astuta. Solo così, spogliata di tutto ciò che aveva accumulato, può entrare nuda nella Sfera degli Dei. Per l'iniziato martinista che attraversa le soglie superiori, questo processo è la Notte Oscura: lo spogliarsi delle vesti planetarie è doloroso — è la morte di tutto ciò che si credeva di essere. Ma è anche l'unica via che conduce alla reintegrazione. Questo articolo accompagna l'iniziato nella comprensione e nell'attraversamento di questa fase decisiva, mostrando come la risalita ermetica illumini il cammino della Notte Oscura. Completo di bibliografia ragionata con edizioni del Poimandres, testi di San Giovanni della Croce e Teresa d'Avila, e opere sul collegamento tra Ermetismo, mistica e Martinismo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-post-series-box series-percorsi-di-studio-ermetismo wp-post-series-box--expandable">
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			This is post 11 of 12 in the series <em>&ldquo;Percorsi di studio: Ermetismo&rdquo;</em>		</p>
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			<div class="wp-post-series-box__posts">
			<ol>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/ermete-trismegisto-e-il-corpus-hermeticum-la-piu-antica-mappa-della-reintegrazione/">Ermete Trismegisto e il Corpus Hermeticum: la più antica mappa della Reintegrazione</a></li>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/i-sette-principi-ermetici-le-leggi-del-cosmo-come-chiavi-di-autoconoscenza/">I sette principi ermetici: le leggi del cosmo come chiavi di autoconoscenza</a></li>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/lanthropos-caduto-la-cosmogonia-ermetica-come-descrizione-della-condizione-umana/">L&#8217;Anthropos caduto: la cosmogonia ermetica come descrizione della condizione umana</a></li>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/la-tabula-smaragdina-come-in-alto-cosi-in-basso-come-principio-operativo/">La Tabula Smaragdina: &#8216;Come in alto così in basso&#8217; come principio operativo</a></li>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/plotino-e-le-enneadi-la-risalita-dellanima-verso-luno/">Plotino e le Enneadi: la risalita dell&#8217;anima verso l&#8217;Uno</a></li>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/giamblico-e-la-teurgia-neoplatonica-quando-la-filosofia-diventa-operazione/">Giamblico e la Teurgia neoplatonica: quando la filosofia diventa operazione</a></li>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/marsilio-ficino-e-il-rinascimento-ermetico-la-prisca-theologia-come-riconoscimento-della-tradizione/">Marsilio Ficino e il Rinascimento ermetico: la Prisca Theologia come riconoscimento della Tradizione</a></li>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/pico-della-mirandola-e-la-dignita-delluomo-la-liberta-come-fondamento-della-reintegrazione/">Pico della Mirandola e la dignità dell&#8217;uomo: la libertà come fondamento della Reintegrazione</a></li>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/il-nous-ermetico-lintelletto-divino-come-facolta-di-conoscenza-diretta/">Il Nous ermetico: l&#8217;intelletto divino come facoltà di conoscenza diretta</a></li>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/giordano-bruno-e-la-memoria-universale-il-cosmo-come-specchio-del-divino/">Giordano Bruno e la memoria universale: il cosmo come specchio del Divino</a></li>
									<li><span class="wp-post-series-box__current">La risalita attraverso le sfere: spogliarsi delle vesti planetarie</span></li>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/lanthropos-reintegrato-luomo-che-diventa-dio-senza-cessare-di-essere-uomo/">L&#8217;Anthropos reintegrato: l&#8217;uomo che diventa Dio senza cessare di essere uomo</a></li>
							</ol>
		</div>
	</div>

<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">L&#8217;iniziato che ha percorso la Via ermetica fino alle soglie superiori conosce ormai la mappa della discesa. Sa che l&#8217;Anthropos, l&#8217;Uomo Primordiale, discendendo attraverso le sette sfere planetarie, ha raccolto su di sé qualità che ne hanno velato l&#8217;essenza divina: da Saturno la malvagità, da Giove la menzogna, da Marte l&#8217;avarizia, dal Sole la superbia, da Venere la cupidigia, da <a href="https://www.martinismo.eu/i-sette-metalli-e-i-sette-pianeti-la-struttura-del-microcosmo-interiore/">Mercurio</a> la ragione astuta. Sa che queste qualità non sono peccati nel senso morale, non sono colpe da espiare. Sono vesti, involucri, strati che si sono addensati attorno alla scintilla originaria, fino a coprirla del tutto, fino a farla dimenticare di sé. Ma ora, dopo il Richiamo, dopo la Discesa nell&#8217;Ombra, dopo la Rettificazione e la Disciplina, dopo il riconoscimento della <a href="https://www.martinismo.eu/rene-guenon-e-la-crisi-del-mondo-moderno-perche-la-tradizione-e-urgente/">Tradizione</a> e l&#8217;esercizio della libertà, dopo il risveglio del&nbsp;<em><a href="https://www.martinismo.eu/lintelletto-e-lintelligenza-la-distinzione-guenoniana-come-chiave-del-risveglio-del-nous/">Nous</a></em>&nbsp;e l&#8217;apertura della memoria universale, l&#8217;iniziato si trova di fronte a ciò che il&nbsp;<em>Poimandres</em>&nbsp;descrive come il processo inverso: la risalita.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Non è una risalita nello spazio, non è un viaggio attraverso cieli esteriori. È un viaggio attraverso sé stesso. È l&#8217;atto di spogliarsi, una dopo l&#8217;altra, delle vesti che aveva indossato. È il lasciar cadere ciò che credeva di essere, ciò che aveva accumulato, ciò che si era attaccato alla sua essenza come uno strato di crosta sulla roccia. E il&nbsp;<em>Poimandres</em>&nbsp;è preciso: nella risalita, l&#8217;anima attraversa le stesse sfere che aveva attraversato nella discesa, ma questa volta lascia a ciascuna sfera la qualità negativa che aveva acquisito. Non le elimina, non le distrugge, non le combatte. Le restituisce. Restituisce a Saturno la malvagità, a Giove la menzogna, a Marte l&#8217;avarizia, al Sole la superbia, a Venere la cupidigia, a Mercurio la ragione astuta. E a ogni restituzione, l&#8217;anima si fa più leggera, più trasparente, più vicina a ciò che era prima della discesa.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Per l&#8217;iniziato che attraversa le soglie superiori — in particolare quella che la tradizione chiama <a href="https://www.martinismo.eu/la-grande-triade-cielo-uomo-terra-nella-tradizione-estremo-orientale/">Notte Oscura</a> — questo processo è l&#8217;esperienza più dolorosa e insieme più liberatoria del cammino. Perché spogliarsi delle vesti planetarie non è un&#8217;operazione intellettuale, non è una decisione che si prende una volta per tutte. È un morire. È la morte di tutto ciò che si credeva di essere. Ogni veste che si lascia cadere è una parte di sé che si riconosce come non-sé, e che si lascia andare. La malvagità di Saturno — quella durezza, quella severità, quel giudizio implacabile che l&#8217;iniziato esercitava su sé stesso e sugli altri — non si lascia cadere senza resistenza. L&#8217;avarizia di Marte — quella chiusura, quella paura di dare, quella difesa del proprio territorio — non si lascia cadere senza una stretta al cuore. La superbia del Sole — quel bisogno di essere visto, riconosciuto, ammirato — non si lascia cadere senza vertigine. La cupidigia di Venere — quel desiderio che si attacca, che non lascia andare, che trasforma l&#8217;amore in possesso — non si lascia cadere senza lacerazione. La menzogna di Giove — quell&#8217;incapacità di essere trasparenti, quella necessità di mostrare un volto diverso da ciò che si è — non si lascia cadere senza un senso di nudità insopportabile. E la ragione astuta di Mercurio — quella mente che giustifica, che costruisce argomenti, che ha sempre una risposta, che non sa stare in silenzio — non si lascia cadere senza un panico profondo, come se perdendo la mente si perdesse tutto.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Il&nbsp;<em>Poimandres</em>&nbsp;non descrive questo processo come una pacifica rinuncia. Lo descrive come una lotta, come una passione, come una morte. L&#8217;anima, nella risalita, &#8220;lascia cadere&#8221; le vesti. Il verbo greco usato è&nbsp;<em>apotithēmi</em>&nbsp;— deporre, gettare via, spogliarsi. È lo stesso verbo che si usa per deporre le armi dopo una battaglia, per gettare via un indumento sporco, per spogliarsi prima del bagno rituale. È un atto violento, necessario, definitivo. E ogni veste che si lascia cadere è una parte di sé che muore. Non muore nel senso di essere annientata, ma nel senso di essere restituita. L&#8217;iniziato restituisce a Saturno ciò che ha preso da Saturno, a Giove ciò che ha preso da Giove, a Marte ciò che ha preso da Marte. Non è più suo. Non è più lui. E mentre le vesti cadono, l&#8217;iniziato si sente sempre più nudo, sempre più vulnerabile, sempre più esposto. È la Notte Oscura di cui parlano i mistici: il momento in cui ogni consolazione spirituale viene meno, ogni certezza vacilla, ogni punto d&#8217;appoggio crolla. Non c&#8217;è più la luce del&nbsp;<em>Nous</em>&nbsp;che risplendeva dopo il risveglio. Non c&#8217;è più la memoria universale che abbracciava il cosmo. C&#8217;è solo il vuoto, il silenzio, l&#8217;attesa.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Ma questo vuoto, questo silenzio, questa attesa, non sono l&#8217;assenza di Dio. Sono l&#8217;assenza di tutto ciò che non era Dio e che l&#8217;iniziato scambiava per Dio. Le vesti planetarie non erano solo difetti morali. Erano anche le immagini di Dio che l&#8217;iniziato si era costruito, le rappresentazioni del Divino che aveva imparato dai libri e dai maestri, le esperienze spirituali che aveva vissuto e di cui andava orgoglioso. Tutto cade. Tutto viene restituito. E l&#8217;iniziato, nudo, si trova di fronte a ciò che resta. E ciò che resta non è nulla di ciò che può essere detto, pensato, rappresentato. È l&#8217;Uno di cui parla Plotino, il Silenzio di cui parla Ermete, l&#8217;Abisso di cui parlano i mistici.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">La Notte Oscura non è una fase del cammino che si possa evitare. È il prezzo della risalita. Non si può restituire ciò che si è preso senza soffrire. Non si può lasciar cadere ciò che si è accumulato senza un dolore che attraversa ogni fibra dell&#8217;essere. Ma questo dolore non è una punizione. È la levatrice che fa nascere il nuovo. È il fuoco che brucia la scoria e lascia l&#8217;oro puro. È la morte che rende possibile la risurrezione.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">L&#8217;iniziato che attraversa la Notte Oscura non deve cercare di accelerare il processo, non deve cercare di aggrapparsi a ciò che sta cadendo, non deve cercare di trovare scorciatoie. Deve lasciar fare. Deve lasciar cadere. Deve restituire. È come un uomo che, dopo aver indossato per anni una maschera, finalmente la toglie. La sua pelle sotto la maschera è pallida, ferita, sensibile. Non è bella. Ma è vera. E la verità, anche quando fa male, è l&#8217;unica cosa che alla fine conta.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Il&nbsp;<em>Poimandres</em>&nbsp;descrive il termine di questo processo con un&#8217;immagine che è insieme austera e luminosa: l&#8217;anima, spogliata di tutto, entra nuda nella Sfera degli Dei. Non porta con sé nulla di ciò che aveva accumulato. Non la ragione astuta, non la cupidigia, non la superbia, non l&#8217;avarizia, non la menzogna, non la malvagità. Porta solo sé stessa, la sua essenza, ciò che era prima della discesa. Ed è in questa nudità che può finalmente incontrare il Divino, non come un concetto, non come un&#8217;immagine, non come un&#8217;esperienza, ma come ciò che è. E l&#8217;incontro non è un&#8217;unione che cancella l&#8217;anima, ma un riconoscimento: l&#8217;essenza che risale riconosce l&#8217;Essenza da cui è discesa, la scintilla riconosce il Fuoco, il figlio riconosce il Padre.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Per l&#8217;iniziato martinista che percorre la Via ermetica, la Notte Oscura non è un incidente di percorso, non è un segno di aver sbagliato strada, non è una punizione per i propri peccati. È l&#8217;ultima soglia prima della <a href="https://www.martinismo.eu/le-quattro-olam-i-mondi-della-discesa-e-della-risalita/">reintegrazione</a>. È il momento in cui tutto ciò che non era essenziale viene bruciato, e ciò che resta — la nudità dell&#8217;essenza — può finalmente riconoscersi come ciò che è sempre stato. Non è facile. Non è breve. Non è indolore. Ma è necessaria. E chi l&#8217;ha attraversata sa che, dopo la Notte, la luce che sorge non è più la luce che aveva conosciuto prima. È una luce che non acceca, ma rischiara. È una luce che non abbaglia, ma fa vedere. È la luce che Ermete chiama&nbsp;<em>Nous</em>, che Plotino chiama Uno, che il <a href="https://www.martinismo.eu/il-simbolismo-della-croce-il-punto-immobile-e-liniziato-reintegrato/">Martinismo</a> chiama Reintegrazione.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">L&#8217;iniziato che legge il&nbsp;<em>Poimandres</em>&nbsp;con gli occhi dell&#8217;esperienza interiore non cerca in esso conforto. Cerca verità. E la verità che trova è che la risalita è uno spogliarsi, che lo spogliarsi è una morte, e che la morte, per chi ha il coraggio di attraversarla, è l&#8217;unica via che conduce alla vera vita. Non la vita della personalità frammentata, non la vita delle vesti planetarie, non la vita dell&#8217;io che si credeva unico. La vita dell&#8217;Anthropos che ha ritrovato la propria origine. La vita di chi, dopo aver lasciato cadere tutto ciò che non era, si ritrova finalmente a essere ciò che è.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia per il lavoro interiore</h2>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">La risalita attraverso le sfere e lo spogliarsi delle vesti planetarie costituiscono il cuore della Notte Oscura e il compimento del cammino iniziatico. I testi che seguono accompagnano l&#8217;iniziato nella comprensione e nell&#8217;attraversamento di questa fase decisiva.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le fonti primarie sulla risalita nel Poimandres:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://www.amazon.it/s?k=poimandres+scarpi+marsilio&amp;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ermete Trismegisto, <em>Il Poimandres. L&#8217;uomo che vuole diventare Dio</em>, a cura di Paolo Scarpi (Marsilio)</a></strong> — Il primo trattato del <em>Corpus</em> descrive con precisione il processo di risalita e la restituzione delle qualità a ciascuna sfera planetaria. Il commento di Scarpi aiuta a leggere il testo non come mito ma come descrizione fenomenologica dell&#8217;esperienza interiore.</li>



<li><strong><a href="https://www.amazon.it/s?k=corpus+hermeticum+bollati+boringhieri&amp;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ermete Trismegisto, <em>Corpus Hermeticum</em>, a cura di Valerio Verra (Bollati Boringhieri)</a></strong> — L&#8217;edizione completa del <em>Corpus</em>, con i trattati che sviluppano ulteriormente la dottrina della risalita e della reintegrazione.</li>
</ul>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le fonti mistiche sulla Notte Oscura:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://www.amazon.it/s?k=notte+oscura+san+giovanni+della+croce&amp;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noreferrer noopener">San Giovanni della Croce, <em>Notte Oscura</em> (Edizioni OCD)</a></strong> — Il classico assoluto sulla purificazione spirituale. San Giovanni descrive le due notti — la notte dei sensi e la notte dello spirito — con una precisione psicologica e teologica che è insostituibile per l&#8217;iniziato che attraversa la risalita.</li>



<li><strong><a href="https://www.amazon.it/s?k=salita+al+monte+carmelo+san+giovanni+della+croce&amp;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noreferrer noopener">San Giovanni della Croce, <em>Salita al Monte Carmelo</em> (Edizioni OCD)</a></strong> — L&#8217;opera che descrive il cammino di purificazione che precede la Notte, con la celebre immagine del &#8220;niente&#8221; che conduce al &#8220;tutto&#8221;.</li>



<li><strong><a href="https://www.amazon.it/s?k=castello+interiore+teresa+d+avila&amp;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Teresa d&#8217;Avila, <em>Castello Interiore</em> (Edizioni OCD)</a></strong> — Teresa descrive le diverse &#8220;stanze&#8221; del castello interiore, mostrando come le prove più dure non siano segno di fallimento ma di prossimità alla meta.</li>
</ul>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>I commentari e gli approfondimenti sulla Notte Oscura:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://www.amazon.it/s?k=mistica+evelyn+underhill&amp;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Evelyn Underhill, <em>Mistica</em> (Garzanti)</a></strong> — Underhill dedica capitoli importanti alla purificazione e alla Notte Oscura, mostrando come queste fasi siano universali nel percorso mistico, indipendentemente dalla tradizione.</li>



<li><strong><a href="https://www.amazon.it/s?k=hadot+plotino+semplicit%C3%A0+dello+sguardo&amp;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pierre Hadot, <em>Plotino o la semplicità dello sguardo</em> (Einaudi)</a></strong> — Hadot mostra come il percorso plotiniano conduca a una spoliazione progressiva, un lasciar cadere tutto ciò che non è l&#8217;Uno.</li>



<li><strong><a href="https://www.amazon.it/s?k=la+rivelazione+di+ermete+trismegisto+festugi%C3%A8re&amp;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noreferrer noopener">André-Jean Festugière, <em>La rivelazione di Ermete Trismegisto</em> (Jaca Book)</a></strong> — Festugière analizza in profondità il tema della risalita nel <em><a href="https://www.martinismo.eu/la-philosophia-perennis-lunica-sorgente-di-tutte-le-tradizioni/">Corpus Hermeticum</a></em>, mostrandone il significato iniziatico.</li>
</ul>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per il collegamento tra risalita ermetica, Notte Oscura e Martinismo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://www.amazon.it/s?k=l+uomo+di+desiderio+saint+martin&amp;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Louis-Claude de Saint-Martin, <em>L&#8217;uomo di desiderio</em> (Edizioni Mediterranee)</a></strong> — Saint-Martin descrive il cammino di purificazione che conduce alla reintegrazione, mostrando come lo spogliarsi delle vesti planetarie sia il cuore del percorso.</li>



<li><strong><a href="https://www.amazon.it/s?k=trattato+della+reintegrazione+pasqually&amp;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Martinez de Pasqually, <em>Trattato della reintegrazione degli esseri</em> (Edizioni Mediterranee)</a></strong> — Il <em>Trattato</em> descrive la risalita attraverso le sfere in termini strettamente paralleli a quelli del <em>Poimandres</em>, mostrando la continuità tra la tradizione ermetica e il Martinismo.</li>



<li><strong><a href="https://www.amazon.it/s?k=Teodiceia+Ps%25C3%25ADquica+Ivan+Corr%25C3%25AAa&amp;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ivan Corrêa, <em>Teodiceia Psíquica – A Alquimia e transformação da alma pelo ponto de vista Martinista</em></a></strong> — Corrêa mostra come il processo di risalita e spoliazione corrisponda al lavoro psicologico profondo di integrazione e di lasciar andare.</li>



<li><strong><a href="https://www.amazon.it/s?k=il+martinismo+amadou+mediterranee&amp;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Robert Amadou, <em>Il Martinismo. Storia e introduzione a una dottrina</em> (Edizioni Mediterranee)</a></strong> — Amadou dedica pagine importanti alla Notte Oscura nel percorso martinista, mostrando come essa sia riconosciuta come fase necessaria e non come fallimento.</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per la <a href="https://www.martinismo.eu/julius-evola-e-la-via-della-mano-destra-lascesi-come-conquista-della-volonta/">psicologia del profondo</a> e lo spogliarsi delle vesti planetarie:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://www.amazon.it/s?k=carl+gustav+jung+opere+bollati+boringhieri&amp;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Carl Gustav Jung, <em>Opere</em> (Bollati Boringhieri)</a></strong> — In particolare <em>Psicologia e <a href="https://www.martinismo.eu/cose-lalchimia-interiore-la-grande-opera-come-cammino-di-trasformazione/">alchimia</a></em> e <em>Aion</em>, dove Jung descrive il processo di <a href="https://www.martinismo.eu/c-g-jung-e-la-psicologia-alchemica-linconscio-collettivo-come-athanor/">individuazione</a> come una progressiva spoliazione degli involucri psichici che coprono il Sé.</li>



<li><strong><a href="https://www.amazon.it/s?k=l+uomo+e+i+suoi+simboli+jung&amp;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Marie-Louise von Franz, <em>Il processo di individuazione</em> (in <em>L&#8217;uomo e i suoi simboli</em>, TEA)</a></strong> — La von Franz descrive le fasi del cammino interiore in termini che sono una traduzione psicologica del processo di spoliazione ermetico.</li>



<li><strong><a href="https://www.amazon.it/dp/8834000092/ref=cm_sw_r_cp_ff_ws_dl1_8V4GW8MM2J5SX39EYRAC?linkCode=ml2&amp;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Roberto Assagioli, <em>Principi e metodi della psicosintesi terapeutica</em> (Astrolabio Ubaldini)</a></strong> — Le tecniche di disidentificazione sono strumenti pratici per il processo di spoliazione delle vesti planetarie.</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per la tradizione del &#8220;lasciar cadere&#8221;:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://www.amazon.it/s?k=l+uomo+e+il+suo+divenire+guenon&amp;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noreferrer noopener">René Guénon, <em>L&#8217;uomo e il suo divenire secondo il Vedānta</em> (Edizioni Mediterranee)</a></strong> — Guénon espone la dottrina vedantica dello spogliarsi degli involucri (<em>kosha</em>) come fase necessaria per la realizzazione del Sé.</li>



<li><strong><a href="https://www.amazon.it/s?k=meister+eckhart+opere+tedesche&amp;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Meister Eckhart, <em>Opere tedesche</em> (Edizioni varie)</a></strong> — Eckhart descrive il &#8220;distacco&#8221; (<em>abegescheidenheit</em>) come la condizione per l&#8217;unione con Dio, in termini che sono profondamente affini al processo di spoliazione ermetico.</li>
</ul>
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