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	<title>Via Cardiaca &#8211; O.M.A.T.</title>
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	<description>Ordine Martinista Antico e Tradizionale</description>
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		<title>Il Mercurio filosofico: la fluidità dell&#8217;anima aperta al Divino</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 08:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alchimia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Mercurio filosofico — il Mercurius philosophorum degli alchimisti — come principio della fluidità dell'anima aperta al Divino. Da Jung a Saint-Martin, da Ibn 'Arabi al Tao Te Ching: la disponibilità attiva alla ricezione come condizione della Via Cardiaca.]]></description>
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			This is post 1 of 12 in the series <em>&ldquo;Percorsi di studio: Alchimia&rdquo;</em>		</p>
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									<li><span class="wp-post-series-box__current">Il Mercurio filosofico: la fluidità dell&#8217;anima aperta al Divino</span></li>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/cose-lalchimia-interiore-la-grande-opera-come-cammino-di-trasformazione/">Cos&#8217;è l&#8217;alchimia interiore: la Grande Opera come cammino di trasformazione</a></li>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/i-sette-metalli-e-i-sette-pianeti-la-struttura-del-microcosmo-interiore/">I sette metalli e i sette pianeti: la struttura del microcosmo interiore</a></li>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/il-v-i-t-r-i-o-l-u-m-la-discesa-nelle-viscere-della-terra-come-primo-atto-dellopera/">Il V.I.T.R.I.O.L.U.M.: la discesa nelle viscere della terra come primo atto dell&#8217;Opera</a></li>
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									<li><a href="https://www.martinismo.eu/la-calcinazione-e-la-distillazione-bruciare-le-scorie-purificare-lessenza/">La Calcinazione e la Distillazione: bruciare le scorie, purificare l&#8217;essenza</a></li>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/il-fuoco-alchemico-ignis-gehennalis-ignis-naturalis-ignis-artificialis/">Il fuoco alchemico: Ignis Gehennalis, Ignis Naturalis, Ignis Artificialis</a></li>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/lalbedo-lopera-al-bianco-e-la-nascita-della-luce-interiore/">L&#8217;Albedo: l&#8217;opera al bianco e la nascita della luce interiore</a></li>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/la-citrinitas-loro-che-comincia-ad-apparire/">La Citrinitas: l&#8217;oro che comincia ad apparire</a></li>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/c-g-jung-e-la-psicologia-alchemica-linconscio-collettivo-come-athanor/">C.G. Jung e la Psicologia Alchemica: l&#8217;inconscio collettivo come athanor</a></li>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/la-mortificatio-la-morte-alchemica-e-la-notte-oscura/">La Mortificatio: la morte alchemica e la Notte Oscura</a></li>
									<li><a href="https://www.martinismo.eu/la-rubedo-e-la-pietra-filosofale-lopera-compiuta/">La Rubedo e la Pietra Filosofale: l&#8217;Opera compiuta</a></li>
							</ol>
		</div>
	</div>

<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>&#8220;Il Mercurio filosofico non è il mercurio del vulgo. È lo spirito vivente che scende e sale, che connette il basso e l&#8217;alto, che porta il messaggio degli dei agli uomini e degli uomini agli dei.&#8221;</em></p><cite>— Trattato alchemico del XVII secolo</cite></blockquote>



<p class="has-text-align-justify">Tra tutte le sostanze dell&#8217;alchimia, il Mercurio occupa un posto del tutto particolare. Non è semplicemente uno dei sette metalli: è, insieme allo zolfo e al sale, uno dei tre principi fondamentali da cui tutte le sostanze derivano. Nella grande trilogia alchemica — zolfo, mercurio, sale — il mercurio è il principio mediano: quello che sta tra lo zolfo (principio attivo, solare, maschile, corrispondente all&#8217;anima) e il sale (principio passivo, terrestre, femminile, corrispondente al corpo). È il mediatore, il messaggero, il principio che connette i piani senza appartenervi esclusivamente. Ma attenzione — e qui sta il nodo fondamentale che ogni alchimista ripeteva ai propri allievi: il Mercurio di cui parlano i testi alchemici nel senso più profondo non è il metallo liquido che si trova nella natura. È il <em>Mercurius philosophorum</em> — il Mercurio dei filosofi, il Mercurio spirituale — una realtà di tutt&#8217;altra natura che usa l&#8217;immagine del metallo come punto di partenza per descrivere qualcosa di infinitamente più sottile.</p>



<p class="has-text-align-justify">Il Mercurio filosofico è definito dagli alchimisti con una serie di attributi apparentemente contraddittori che, presi insieme, delineano qualcosa di preciso: è <em>volatile e fisso</em> (può evaporare come un gas ma può anche essere solidificato), <em>umido e secco</em> (fluido come l&#8217;acqua ma anche solido come la terra), <em>freddo e caldo</em> (recettivo come la luna ma anche attivo come il sole), <em>maschile e femminile</em> (porta in sé entrambe le polarità). Questa serie di paradossi non è un gioco intellettuale: è la descrizione di un principio che sfugge alle categorie ordinarie perché opera al livello in cui le categorie ordinarie non si applicano ancora pienamente. Il Mercurio filosofico è, nell&#8217;alchimia interiore, l&#8217;<em>anima</em> nel senso che le Tradizioni hanno sempre dato a questa parola: non la psiche nel senso psicologico moderno, non il semplice inconscio, ma il principio mediatore tra lo spirito (lo zolfo) e il corpo (il sale), tra il Cielo e la Terra, tra il Principio e la manifestazione.</p>



<p class="has-text-align-justify">Jung ha dedicato al Mercurio filosofico alcune delle sue analisi più dense e più affascinanti. In <a href="https://www.amazon.it/s?k=jung+spirito+mercurio&#038;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noopener"><em>Lo Spirito Mercurio</em></a> — un saggio autonomo che rappresenta una delle sue interpretazioni più compiute di un simbolo alchemico specifico — mostra come il Mercurio philosophorum sia essenzialmente l&#8217;inconscio nella sua dimensione più profonda: non l&#8217;inconscio personale della nigredo (con le sue ombre, i suoi complessi, i suoi contenuti rimossi), ma l&#8217;inconscio collettivo nella sua funzione di mediatore tra la coscienza individuale e il Sé. Il Mercurio è Hermes-Ermete nel pantheon greco-romano: il messaggero degli dei, colui che porta le comunicazioni tra l&#8217;Olimpo e il mondo degli uomini, colui che accompagna le anime nell&#8217;Ade e le riporta alla luce. Non per niente il caduceo di Mercurio — il bastone con i due serpenti che si avvolgono attorno ad esso — è diventato il simbolo della medicina: perché il Mercurio filosofico è la <em>vera medicina</em> di cui parla il V.I.T.R.I.O.L.U.M., il principio che guarisce riportando l&#8217;anima in contatto con il suo centro.</p>



<p class="has-text-align-justify">La qualità più caratteristica del Mercurio filosofico — quella che lo rende particolarmente rilevante per le soglie V e VI del percorso martinista — è la sua <em>fluidità</em>. Il mercurio metallico è il solo metallo che a temperatura ambiente rimane liquido: scivola, si divide in piccole sfere che rotolano in ogni direzione, si riunisce quando le sfere si toccano, riflette perfettamente ciò che gli si avvicina senza trattenerne l&#8217;impronta. Queste qualità del mercurio fisico sono la descrizione esatta dello stato interiore che l&#8217;alchimia indica come condizione necessaria per ricevere la luce superiore: un&#8217;anima fluida, che non si cristallizza in nessuna forma fissa, che riflette senza trattenere, che scorre senza opporre resistenza, che si adatta senza perdere la propria essenza. Non è la fluidità del caos — quella è il mercurio prima della purificazione, quello che scivola in tutte le direzioni senza controllo. È la fluidità dell&#8217;acqua che conosce la propria natura e sa trovare il percorso più adatto al terreno che attraversa, quella che <a href="https://www.martinismo.eu/la-grande-triade-cielo-uomo-terra-nella-tradizione-estremo-orientale/">Lao Tzu</a> descriveva come la qualità suprema: l&#8217;acqua che non combatte, che cede a tutto ciò che è rigido, e che proprio per questo supera alla fine qualsiasi ostacolo.</p>



<p class="has-text-align-justify">Nel contesto del percorso martinista, il Mercurio filosofico descrive con precisione lo stato dell&#8217;anima che ha attraversato la purificazione delle soglie precedenti e si trova ora nella condizione di aprirsi alla ricezione del Divino. Le soglie I-IV hanno lavorato essenzialmente sulla <em>rimozione degli ostacoli</em>: le passioni non governate, i vizi cristallizzati, le identificazioni false che impedivano all&#8217;anima di essere fluida. La Quinta e la Sesta Soglia — l&#8217;Aspirazione e la Via Cardiaca — richiedono qualcosa di diverso e di complementare: non più solo il lavoro di rimozione, ma la <em>disposizione attiva alla ricezione</em>. Un&#8217;anima fluida è un&#8217;anima pronta a ricevere — pronta ad accogliere ciò che viene dall&#8217;alto senza distorcerlo, a trasmettere ciò che riceve senza trattenerlo per sé, a fungere da canale tra il Principio e la manifestazione con la stessa naturalezza con cui il Mercurio scivola attraverso qualsiasi spazio che gli si apra davanti. Questa è la funzione del Mercurio filosofico nell&#8217;Opera: non è il materiale che viene trasmutato (quello è la Prima Materia di piombo), non è la forza che opera la trasmutazione (quello è il fuoco), non è il prodotto finale della trasmutazione (quello è l&#8217;oro). È lo <em>strumento</em> attraverso cui la trasmutazione avviene — il veicolo, il mediatore, il conduttore.</p>



<p class="has-text-align-justify">Il <a href="https://www.martinismo.eu/frithjof-schuon-e-la-trascendente-unita-delle-religioni/">Sufismo</a> conosce questa qualità mercuriale sotto il nome di <em>faqr</em> — la povertà spirituale, lo svuotamento di sé come condizione per essere riempiti dal Divino. Non è la povertà materiale: è la povertà dell&#8217;ego, la disponibilità a non essere nulla affinché il Tutto possa manifestarsi. Il sufi che ha raggiunto il <em>faqr</em> non ha meno, ma ha <em>trattenuto</em> meno: non si aggrappa alle esperienze, non accumula meriti spirituali, non si identifica con i propri stati interiori — nemmeno con quelli elevati. Come il mercurio che si divide in mille sfere e si riunisce senza perdere nulla della propria natura: ogni incontro con il Divino è completo in sé, non lascia sedimenti di orgoglio spirituale, non alimenta una narrativa su se stessi come persone in cammino verso la realizzazione. La Via del Cuore di <a href="https://www.martinismo.eu/il-simbolismo-della-croce-il-punto-immobile-e-liniziato-reintegrato/">Saint-Martin</a> è profondamente mercuriale in questo senso: non è una via di conquista (come la via della volontà) né una via di contemplazione passiva (come certe forme di quietismo), ma una via di <em>disponibilità attiva</em> — un orientarsi verso il Divino con tutta l&#8217;intensità del desiderio spirituale autentico, mantenendo però la fluidità necessaria per ricevere ciò che arriva invece di ciò che si vorrebbe ricevere.</p>



<p class="has-text-align-justify">C&#8217;è un paradosso del Mercurio filosofico che la <a href="https://www.martinismo.eu/rene-guenon-e-la-crisi-del-mondo-moderno-perche-la-tradizione-e-urgente/">Tradizione</a> alchemica elabora con grande cura e che vale la pena affrontare esplicitamente, perché tocca una delle tensioni più vive del cammino iniziatico: il Mercurio è il principio della fluidità, ma l&#8217;Opera richiede anche la <em>fissazione</em>. Una delle operazioni alchemiche fondamentali è infatti la <em>fissazione del Mercurio</em> — il processo con cui il Mercurio volatile viene reso stabile, fisso, capace di non disperdersi ad ogni variazione di temperatura. Nel laboratorio, questo si otteneva attraverso specifiche operazioni chimiche. Nell&#8217;alchimia interiore, la fissazione del Mercurio corrisponde alla <em>stabilizzazione della fluidità</em>: non si tratta di diventare rigidi (quello sarebbe perdere la natura mercuriale), ma di diventare stabili nella propria fluidità — disponibili alla ricezione non solo nei momenti di grazia, non solo durante la meditazione o il rito, ma in modo continuo, come condizione permanente dell&#8217;essere. Il Mercurio non fissato è capriccioso: brilla di luce un momento e scompare il momento successivo, è aperto al Divino durante il rito e chiuso subito dopo. Il Mercurio fissato mantiene la propria fluidità in modo stabile — è sempre pronto, sempre disponibile, sempre aperto, indipendentemente dalle circostanze esterne. Questa è la Sesta Soglia nella sua pienezza: non più episodi di apertura al Divino, ma la disponibilità come stato permanente dell&#8217;essere.</p>



<p class="has-text-align-justify">Come si coltiva la fluidità mercuriale nella pratica quotidiana? La Tradizione offre alcune indicazioni concrete. La prima è la <em>pratica della preghiera interiore</em> — non come recitazione di formule, ma come orientamento costante della propria attenzione verso il Divino, in ogni momento della giornata, nelle attività più ordinarie. Saint-Martin descriveva questo orientamento come il compito fondamentale dell&#8217;Uomo di Desiderio: non una pratica separata dalla vita, ma una qualità di presenza che permea ogni gesto. Nella terminologia alchemica, questo è il mantenimento del Mercurio in stato fluido — il rifiuto di lasciare che le preoccupazioni quotidiane cristallizzino l&#8217;anima e la rendano opaca. La seconda indicazione è il <em>non-attaccamento ai risultati del lavoro interiore</em>: ogni esperienza spirituale, ogni momento di grazia, ogni percezione di luce interiore — deve essere accolta con gratitudine e lasciata andare senza attaccamento. Chi si aggrappa alle esperienze spirituali come a qualcosa da preservare e ripetere ha perso la fluidità mercuriale: ha cominciato a cristallizzare, a fissarsi in una forma che il Mercurio filosofico non può habitare. La terza indicazione è la <em>disponibilità alla sorpresa</em>: il Divino non arriva mai nel modo in cui lo si aspetta. Chi ha fissato le proprie aspettative su come dovrebbe manifestarsi la luce interiore, su come dovrebbe sentirsi la Via del Cuore, su come dovrebbe presentarsi il Maestro Interiore — ha costruito un contenitore rigido che il Mercurio fluido non può abitare. La fluidità mercuriale è, nella sua forma più alta, la disponibilità a essere sorpresi da ciò che viene — a ricevere ciò che il Divino vuole dare invece di ciò che si è deciso di ricevere.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia e testi consigliati</h2>



<p class="has-text-align-justify"><strong><a href="https://www.martinismo.eu/il-v-i-t-r-i-o-l-u-m-la-discesa-nelle-viscere-della-terra-come-primo-atto-dellopera/">C.G. Jung</a> — <a href="https://www.amazon.it/s?k=jung+spirito+mercurio&#038;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noopener"><em>Lo Spirito Mercurio</em></a></strong><br>Il saggio in cui Jung analizza il Mercurio philosophorum come simbolo dell&#8217;inconscio nella sua funzione di mediatore — uno dei suoi studi più concentrati e più precisi su un singolo simbolo alchemico. Breve ma denso: la lettura ideale per chi vuole comprendere il significato psicologico del Mercurio filosofico prima di affrontare le opere alchemiche più sistematiche.</p>



<p class="has-text-align-justify"><strong>C.G. Jung — <a href="https://www.amazon.it/s?k=jung+mysterium+coniunctionis&#038;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noopener"><em>Mysterium Coniunctionis</em></a></strong><br>L&#8217;opera finale di Jung sull&#8217;alchimia — quella in cui analizza in modo più completo il ruolo del Mercurio come principio mediatore nella <em>coniunctio</em>, l&#8217;unione degli opposti che è il coronamento dell&#8217;Opera. La sezione sul Mercurius duplex — il Mercurio nella sua doppia natura maschile e femminile — è particolarmente rilevante per la comprensione della fluidità mercuriale come condizione dell&#8217;apertura al Divino.</p>



<p class="has-text-align-justify"><strong>Louis-Claude de Saint-Martin — <a href="https://www.amazon.it/s?k=saint-martin+uomo+di+desiderio&#038;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noopener"><em>L&#8217;Uomo di Desiderio</em></a></strong><br>Il testo in cui Saint-Martin descrive la disponibilità attiva al Divino come qualità fondamentale della via cardiaca — quella che nel linguaggio alchemico corrisponde alla fluidità mercuriale. La sua descrizione dell&#8217;Uomo di Desiderio come essere orientato verso il Divino con tutta la propria natura, mantenendo la disponibilità invece dell&#8217;aggrappamento, è la formulazione martinista più precisa dello stato mercuriale.</p>



<p class="has-text-align-justify"><strong>Lao Tzu — <a href="https://www.amazon.it/s?k=tao+te+ching+italiano&#038;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noopener"><em>Tao Te Ching</em></a></strong><br>Il testo taoista che meglio descrive la qualità mercuriale dell&#8217;acqua come via di realizzazione — la fluidità che non combatte, che cede a tutto, e che proprio per questo supera tutto. I capitoli VIII (sulla suprema bontà dell&#8217;acqua), LXXVIII (sulla morbidezza che supera la durezza) e XLIII (sul vantaggio del non-essere) sono le descrizioni più potenti della fluidità mercuriale nella letteratura spirituale mondiale.</p>



<p class="has-text-align-justify"><strong>Titus Burckhardt — <a href="https://www.amazon.it/s?k=burckhardt+alchimia+significato+visione+mondo&#038;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noopener"><em>Alchimia: significato e visione del mondo</em></a></strong><br>Il testo che analizza il Mercurio philosophorum nella sua dimensione cosmologica e spirituale — incluso il suo ruolo come principio mediatore nella <a href="https://www.martinismo.eu/i-simboli-cosmologici-universali-il-cerchio-il-punto-la-croce-il-triangolo/">triade</a> zolfo-mercurio-sale e la sua funzione di anima nel sistema antropologico alchemico. La sezione sulla fissazione del Mercurio come stabilizzazione della fluidità è particolarmente illuminante per chi lavora sulla Sesta Soglia.</p>



<p class="has-text-align-justify"><strong>Ibn &#8216;Arabi — <a href="https://www.amazon.it/s?k=ibn+arabi+fusus+al+hikam&#038;tag=esonet-21" target="_blank" rel="noopener"><em>Fusus al-Hikam (Gli Incastonamenti della Saggezza)</em></a></strong><br>Il capolavoro del grande mistico andaluso — il testo in cui elabora la propria dottrina dell&#8217;anima come specchio del Divino, della disponibilità come condizione della manifestazione, del cuore come l&#8217;unico ricettacolo abbastanza fluido per contenere ogni manifestazione del Divino senza cristallizzarla in nessuna forma fissa. La sua descrizione del cuore come <em>qalb</em> — dalla radice araba che significa &#8220;voltarsi, rivoltarsi&#8221; — come organo che si volta verso il Divino in ogni momento, è la formulazione sufi più precisa della fluidità mercuriale.</p>

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		<title>Tecniche della Via Cardiaca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[athanor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jul 2016 18:12:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Parliamo della preghiera del cuore e delle tecniche che le sono associate. L&#8217;utilità di quanto andiamo a esporre è nella sua messa in pratica; la preghiera è vecchia come il mondo e la sua efficacia è indiscutibile. &#8220;Gli egiziani raffigurano il cielo, che non può invecchiare poiché è eterno, con un cuore posato su un ... <a title="Tecniche della Via Cardiaca" class="read-more" href="https://www.martinismo.eu/tecniche-della-via-cardiaca/" aria-label="Per saperne di più su Tecniche della Via Cardiaca">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Parliamo della preghiera del cuore e delle tecniche che le sono associate. L&#8217;utilità di quanto andiamo a esporre è nella sua messa in pratica; la preghiera è vecchia come il mondo e la sua efficacia è indiscutibile.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Gli egiziani raffigurano il cielo, che non può invecchiare poiché è eterno, con un cuore posato su un braciere la cui fiamma alimenta il suo ardore&#8230;.</em>&#8221; Plutarco: <a href="http://amzn.to/2ddhfJU" target="_blank">Iside e Osiride</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;oriente cristiano, come l&#8217;induismo, possiede il proprio yoga, una tecnica mistica di unione al Verbo Divino attraverso la preghiera, preghiera perpetuamente ininterrotta, come il respiro o il ritmo cardiaco.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Viene chiamata la &#8220;Preghiera del cuore&#8221; ed è la vera &#8220;Via Cardiaca&#8221;. Non è una semplice e banale sensibilità ma, al contrario, esige una padronanza speciale, una tecnica della preghiera, una scienza spirituale alla quale i monaci si consacrano completamente. Il metodo della preghiera interiore o spirituale conosciuta sotto il nome di &#8220;Esicasmo&#8221; (dal nome di San Esichio del Sinai del VIII secolo) appartiene alla <a href="https://www.martinismo.eu/rene-guenon-e-la-crisi-del-mondo-moderno-perche-la-tradizione-e-urgente/">tradizione</a> ascetica della Chiesa d&#8217;Oriente e risale all&#8217;antichità. Si trasmette oralmente da maestro a discepolo, con l&#8217;esempio e la direzione spirituale, come in india o in Tibet. Questa disciplina fu messa per iscritto all&#8217;inizio del secolo XI ma si trovano tracce di essa presso i grandi mistici del III secolo e in alcuni testi dove certi attributi del Cristo sono legati alla teoria dei Nomi Divini o Nomi di Potere/Potenza della Cabala.</p>
<p style="text-align: justify;">Già San Giovanni Crisostomo ci dice che: &#8220;Perché il Nome del nostro Signore Gesù Cristo discenda nel profondo del tuo cuore, e perché vi vinca il dragone che vi devasta i pascoli, e inoltre salvi l&#8217;anima e la vivifichi, aggrappati senza cessa al Nome del Signore Gesù affinché il tuo cuore beva il Signore e il Signore il tuo cuore, e che così i due divengano una cosa sola&#8230;.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Come possiamo osservare, nell&#8217;Esicasmo, per realizzare l&#8217;unione divina luminosa, collaborano indissolubilmente la Grazia essenziale di Dio e la tecnica psicologica umana. Vediamo le regole generali di questa tecnica. L&#8217;Esicasta pratica questo tipo di operazione all&#8217;ora del tramonto (ora canonica dei Vespri) dalle ore 18 alle ore 21 solari, nella sua cella silenziosa e oscura. Alcuni testi dicono di pregare seduti. E la tradizione cristiana orientale indica invariabilmente l&#8217;orante rivolto a Est dove deve essere tracciata, sul muro una croce Non si fa cenno a fumigazioni effettuate nella cella, ma si ritiene che queste possano aiutare lo sviluppo del misticismo, a condizione che l&#8217;incenso sia stato sacralizzato. Nella tradizione dell&#8217;Oriente cristiano, le Icone riflettono il principio dell&#8217;Incarnazione delle &#8220;Sante Immagini&#8221; dall&#8217;alto nel nostro mondo imperfetto. Sono insomma gli Archetipi Divini che vengono materializzate seguendo un metodo estremamente occulto oltre che elevato. Innanzitutto, l&#8217;Icona deve riflettere solo immagini di pace e di luce: la Madonna e il Bambino, la Natività, l&#8217;Ascensione, i Grandi Arcangeli (Michael, Gabriele, Raffaele) o i Santi. L&#8217;Icona non deve mai materializzare (ho usato di proposito il verbo materializzare e non rappresentare) immagini di sofferenza, di dolore o di punizione.</p>
<p style="text-align: justify;">I monaci ai quali è affidato il compito di realizzarle, devono lavorare a digiuno, in stato di grazia, in ginocchio e a certe ore canoniche. Le dipingono su pannelli di legno ponendo successivamente degli strati di pittura speciale, le cui formulazioni risalgono ai primi secoli, contenente elementi minerali, vegetali ed animali. Il monaco associa dunque i tre regni a questa incarnazione salvatrice, del divino. Associa a questa ascesa purificatrice la natura intera, decaduta per colpa del primo uomo. Una volta stesi gli strati di pittura, dipinge il soggetto dell&#8217;icona, inserendovi quanto più oro possibile. L&#8217;icona deve essere di forma scavata affinché &#8220;la terra rifletta l&#8217;impronta del Cielo&#8221; secondo la tradizione. L&#8217;icona viene poi benedetta con una formula speciale, con fumigazioni abbondanti e frequenti di incenso, ponendo attorno ad essa o davanti ad essa, delle piccole luci: lumini a olio (rossi) o ceri di cera di api. La &#8220;Preghiera del cuore&#8221; deve, in effetti, essere una &#8220;adorazione&#8221; e non una domanda, secondo la regola secolare. Viene poi la recita del mantra. Per l&#8217;esicasta consiste nel pronunciare interiormente la seguente immutabile formula:</p>
<p style="text-align: center;">&#8220;KYRIE ISSU CHRISTE IE THEU ELEISON IMAS AMARTANON&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">cioè</p>
<p style="text-align: center;">&#8220;SIGNORE GESÙ CRISTO, FIGLIO DI DIO, ABBI PIETÀ DI ME PECCATORE&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Le liturgie orientali e latine fanno uso frequente della formula: &#8220;Kyrie eleison &#8230; Christe Eleison&#8221; e le vibrazioni sonore sono vicinissime le une alle altre nella formula cristiana. Prima di cominciare, l&#8217;esicasta dovrà meditare sulla morte, l&#8217;umiliazione di sé, la visione (naturalmente esoterica) del Giudizio finale con il quale ha termine la creazione presente e alla quale seguirà l&#8217;Eone futuro. Mediterà sulla &#8220;ricompensa&#8221;, che è la fissazione delle anime attraverso il Fuoco- Principio, Fuoco che in qualche modo le immerge. Fissazione che può essere buona o malvagia, che deriva dal giudizio di tutte le creature, uomini o Angeli. Dovrà prendere coscienza di essere il più corrotto di tutti gli uomini, più malvagio degli stessi spiriti malvagi e, di conseguenza, di meritare il rigetto finale. Da questo stato d&#8217;animo interiore devono nascere la contrizione, la tristezza e le lacrime. Se questo stato di &#8220;trasmutazione&#8221; dell&#8217;essere interiore, analogo alla &#8220;putrefazione&#8221; alchemica, è raggiunto, l&#8217;esicasta deve rimanervi fino a quando questo stato scompare naturalmente. Ma se l&#8217;anima è rimasta insensibile a questa preparazione, la tradizione dell&#8217;esicasmo consiglia di pregare per ottenerlo, come una grazia. Faccio notare che non si tratta affatto di fare dell&#8217;esicasta un pessimista, un disperato. Al contrario, la regola afferma che deve vivere allegro, di buonumore e felice di sentirsi sulla buona via.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questa &#8220;putrefazione&#8221; deve essere raggiunta fin dal momento in cui si comincia gli esercizi. Il rosario serve a ritmare, a verificare il numero e lo svolgimento delle litanie del mantra. È consigliato un rosario composto da otto serie di otto grani (in ricordo delle otto beatitudini) separate ognuna da un grano più grosso, per un totale quindi di 72 grani (in ricordo dei 72 nomi divini della Shemamphorash). Per ognuno dei 64 grani ordinari si potrà usare la formula breve:</p>
<p style="text-align: center;">KYRIE ISSU CHRISTE IE THEU ELEISON</p>
<p style="text-align: justify;">e pronunciare per gli otto grani che separano le serie, la formula lunga:</p>
<p style="text-align: center;">KYRIE ISSU CHRISTE IE THEU ELEISON IMAS AMARTANON.</p>
<p style="text-align: justify;">La respirazione deve essere regolare, ritmata dalla formula che deve essere pronunciata durante la aspirazione, aspirazione effettuata unicamente attraverso il naso, e la recitazione è puramente interiore, mai verbale. L&#8217;esicasta respinge ogni desiderio di prodigio, fugge i poteri psichici, come mezzi usati dalle entità inferiori per distoglierlo dal suo cammino spirituale. Riporto quanto diceva un esicasta dei primi secoli:</p>
<p style="text-align: justify;">«Volendo contemplare la faccia del Padre Celeste, non sforzarti di vedere durante la tua preghiera qualche immagine o figura &#8230; Fuggi il desiderio di vedere sotto una forma sensibile gli Angeli, le Potenze o il Cristo. Altrimenti rischi di sprofondare nella follia, di prendere il lupo per il pastore e di adorare i demoni al posto di Dio &#8230; L&#8217;inizio dell&#8217;errore è nel desiderio dello spirito di percepire la Divinità in una immagine o in una figura&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa tecnica è spesso concomitante con grandi tentazioni, infestazioni, ossessioni e apparizioni demoniache. Colui che nel corso delle evocazione magiche sarà riuscito a vedere il mondo demoniaco e, senza esserne posseduto, sarà rimasto padrone di sé stesso, avrà la propria fede confermata per sempre. Abbiamo visto che la litania, il mantra, comporta otto parole in greco (formula completa) e sei parole solo nella formula abbreviata. La formula è pronunciata, lo ripeto, interiormente, durante la aspirazione visualizzando la formula, come veicolata con l&#8217;aria ispirata, discendere nel nostro cuore con l&#8217;immagine del Cristo. Se facciamo il raffronto con lo yoga tantrico, dove si parla di un &#8220;Loto del cuore&#8221;, vediamo quanto esicasmo e yoga siano vicini. I rari documenti dell&#8217;esicasmo non fanno cenno alcuno alle fumigazioni: queste fanno parte delle istruzioni orali passate da maestro a novizio. È infatti evidente che l&#8217;aria elementare, quella che noi respiriamo, è molto impura. Sappiamo dalla tradizione cristiana (San Paolo, Lettera agli Efesini) che l&#8217;atmosfera è l&#8217;habitat del mondo demoniaco. Ecco quindi la necessità di purificarla con una fumigazione, la cui formula di sacralizzazione sia un corto ma efficace esorcismo. Sul risveglio di quello che il tantrismo chiama la Kundalini, una specie di energia psichica di natura ignea e che tutti i trattati affermano essere pericolosa da maneggiare, anzi addirittura mortale se non si è guidati da un vero maestro, le scritture giudeo-cristiane affermano: &#8220;L&#8217;eterno tuo Dio è un fuoco divorante&#8221; Deuteronomio IV, 24 &#8220;La mia parola è come un fuoco&#8221; Geremia XXIII, 29</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Farò uscire dalle tue viscere un fuoco che ti divorerà &#8230; Tutti voi avete, acceso in voi, un fuoco che vi brucia, voi siete avvolti da fiamme. Camminate nella luce di questo fuoco che avete preparato, nelle fiamme che avete acceso&#8230; &#8220;Isaia L, 2 &#8220;Il fuoco che esce dall&#8217;uomo che contempla, lo divora&#8221; Hekhalot Rabbati III,4 Vi è in effetti un duplice aspetto di questo Fuoco. Sappiamo che il Tempio di Salomone, replica del Tabernacolo, fu realizzato da Salomone secondo i disegni ricevuti attraverso David, suo padre, dalle mani del profeta Nathan, depositano dell&#8217; <a href="https://www.martinismo.eu/i-sette-metalli-e-i-sette-pianeti-la-struttura-del-microcosmo-interiore/">esoterismo</a> di Israele.</p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo che il Tempio fu costruito a immagine di Dio, dell&#8217;uomo e dell&#8217;universo e che studiano significa studiare l&#8217;uno e l&#8217;altro. Vi erano due Altari sui quali bruciavano due fuochi differenti: uno era l&#8217;Altare dei Profumi, sul quale, all&#8217;alba, a mezzogiorno e alla sera, veniva offerto a Dio dell&#8217;incenso di adorazione e di lodi. L&#8217;altro Altare, era l&#8217;Altare dei Sacrifici, sul quale i sacrificanti offrivano le vittime consacrate. L&#8217;Altare dei Profumi è l&#8217;immagine del nostro cuore, delle nostre buone azioni. L&#8217;Altare dei Sacrifici è la immagine del nostro cervello e del sacrificio che dobbiamo fare delle nostre passioni, rappresentate dagli animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ognuno dei cinque oggetti consacrati: l&#8217;Arca dell&#8217;Alleanza, il Candeliere a sette braccia, l&#8217;Altare dei Profumi, l&#8217;Altare dei Sacrifici e il Mare di Rame, corrisponde a uno dei nostri centri psichici essenziali nel <a href="https://www.martinismo.eu/il-centro-del-mondo-laxis-mundi-come-simbolo-dellorientamento-interiore/">tempio interiore</a> che portiamo in noi. Da qui le parole del rosacrociano Robert Fludd: &#8220;Quando il Tempio sarà consacrato, le sue pietre morte ritorneranno viventi, il metallo impuro sarà trasmutato in oro e l&#8217;uomo riscoprirà il suo stato primitivo&#8221;.</p>
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