Plutone, Urano, Nettuno: i pianeti transpersonali e le soglie di trasformazione

Urano, Nettuno e Plutone — i pianeti transpersonali scoperti tra il 1781 e il 1930 — descrivono forze che trascendono l’individuo e lo attraversano come canale. Da Liz Greene a Jeff Green: come questi tre pianeti corrispondono alle soglie di trasformazione radicale nel percorso iniziatico martinista.

Saturno: il grande maestro. Il pianeta del limite come strumento di realizzazione

Saturno non è il pianeta della sfortuna: è il grande maestro che insegna a lavorare con la realtà del limite come condizione della realizzazione. Da Liz Greene a Rudhyar, dallo stoicismo al percorso iniziatico martinista — il ritorno di Saturno come porta di maturazione.

La Rubedo e la Pietra Filosofale: l’Opera compiuta

La rubedo e la Pietra Filosofale: il compimento dell’Opera alchemica come stato dell’essere, non oggetto da ottenere. Da Jung a Saint-Martin, da Rumi a Eckhart — la Reintegrazione come recupero della natura originaria e apertura di una nuova Opera.

Il Sole, la Luna, l’Ascendente: la triade della personalità

I pianeti non agiscono su di noi dall’esterno: sono le forze che ci costituiscono dall’interno. Da Rudhyar a Liz Greene — come leggere il tema natale come mappa delle funzioni psicologiche e strumento di autoconoscenza iniziatica, dai pianeti personali ai transpersonali.

Gli aspetti planetari: le tensioni creative e le armonie della psiche

Gli aspetti planetari come qualità delle relazioni tra le forze della psiche: congiunzione, trigono, quadrato, opposizione, sestile. Da Liz Greene a Rudhyar — perché gli aspetti difficili sono il motore della trasformazione e come le figure del tema rivelano il disegno d’insieme dell’Opera.

La Mortificatio: la morte alchemica e la Notte Oscura

La mortificatio — la morte alchemica che precede la rubedo — è la Notte Oscura nelle sue forme più profonde: la dissoluzione non delle strutture false, ma di quelle spirituali costruite nel cammino. Da San Giovanni della Croce a Ibn ‘Arabi, da Jung alla Tradizione martinista: come attraversare il buio più profondo.

C.G. Jung e la Psicologia Alchemica: l’inconscio collettivo come athanor

C.G. Jung e la psicologia alchemica: come il fondatore della psicologia analitica ha riscoperto nell’alchimia il linguaggio dell’inconscio collettivo. Dal processo di individuazione alla coniunctio, da Psicologia e Alchimia a Mysterium Coniunctionis — Jung come traduttore moderno della Tradizione.

La Citrinitas: l’oro che comincia ad apparire

La citrinitas — la fase dimenticata dell’alchimia — è il giallo dell’aurora: il momento in cui l’oro comincia ad apparire senza essere ancora pienamente manifestato. Da Eckhart a Jung, dalla via illuminativa cristiana al mushahada sufi: la transizione tra la Via Cardiaca e il Risveglio del Nous.

L’Albedo: l’opera al bianco e la nascita della luce interiore

Albedo

L’albedo — l’opera al bianco — è il frutto della purificazione alchemica: la pace interiore che non dipende dalle circostanze. Dalla cauda pavonis alla quiete del cuore, da Jung a Saint-Martin: il passaggio dalla disciplina delle passioni all’aspirazione spirituale autentica.

Il fuoco alchemico: Ignis Gehennalis, Ignis Naturalis, Ignis Artificialis

I tre fuochi dell’alchimia: Ignis Gehennalis (il fuoco delle passioni distruttive), Ignis Naturalis (il fuoco vitale), Ignis Artificialis (il fuoco filosofico della volontà orientata). Da Paracelso a Böhme, da Rumi a Evola — come trasmutare il fuoco infernale in fuoco che trasforma.