Il drago e l’eroe: il simbolismo della lotta interiore

Il mito dell’eroe che lotta con il drago è la descrizione più universale del lavoro sulle soglie della Discesa e della Rettificazione. Il drago non è il male esterno: è la forza caotica dell’inconscio non integrato — le passioni, i vizi, le identificazioni inconsce — che deve essere non uccisa ma domata. La tradizione distingue tre esiti della lotta: l’eroe che uccide il drago (lo recide, si mutila), l’eroe che lo incatena (lo reprime, deve vigilare per sempre), l’eroe che lo cavalca (lo integra, ne fa alleato e veicolo di ascesa). L’iniziato martinista che attraversa la Seconda e la Terza Soglia è chiamato a diventare il terzo eroe: colui che non uccide la propria Ombra, ma la trasfigura. Come San Giorgio, come Sigfrido, come il serpente di bronzo di Mosè, come il drago alchemico che diventa prima materia dell’opera. Questo articolo accompagna il martinista nella comprensione e nell’integrazione del drago interiore come tappa decisiva del cammino verso la reintegrazione. Completo di bibliografia ragionata con testi di Guénon, Campbell, Jung, Burckhardt e maestri del Martinismo.