Filosofia
Voltaire - Dizionario Filosofico - ITA
Una delle urgenze di fondo che muove il nostro tempo è l'esigenza di autenticità, intesa come ritorno ad un passato primordiale, un'età dell'oro perduta, dove tutto vibrava in eterna armonia, quando l'impulso irrazionale e le tendenze mistiche erano coniugati felicemente con le attività razionali, e la tradizione aveva un ruolo privilegiato, dimora e destinazione che scandiva i passi del pellegrino nel suo viaggio sulla terra.
Voltaire - Dizionario Filosofico - ITA
Le dottrine non scritte sono così chiamate sulla falsariga di un’espressione che si legge nella Fisica di Aristotele (209b14-15) dove, parlando del problema della materia, egli riporta separatamente l’interpretazione che Platone ne ha dato nel Timeo e in quelle che lui chiama appunto “dottrine non scritte”. Aristotele però anche nella Metafisica (in particolare nei Libri I, XIII, XIV) riporta, pur non chiamandole esplicitamente dottrine non scritte, teorie che attribuisce a Platone e che non sono da lui esplicitate nei Dialoghi, ma da lui riferite presumibilmente nella sua Accademia e nella conferenza Peri agatoòn ( Intorno al Bene).
di MAURO BARGELLINI
Le dottrine non scritte sono così chiamate sulla falsariga di un’espressione che si legge nella Fisica di Aristotele (209b14-15) dove, parlando del problema della materia, egli riporta separatamente l’interpretazione che Platone ne ha dato nel Timeo e in quelle che lui chiama appunto “dottrine non scritte”. Aristotele però anche nella Metafisica (in particolare nei Libri I, XIII, XIV) riporta, pur non chiamandole esplicitamente dottrine non scritte, teorie che attribuisce a Platone e che non sono da lui esplicitate nei Dialoghi, ma da lui riferite presumibilmente nella sua Accademia e nella conferenzaPeri agatoòn ( Intorno al Bene).
Esistono, poi, testimonianze orali che sono state tratte oltre che da Aristotele, dai suoi discepoli e commentatori (Teofrasto, Aristosseno, Alessandro di Afrodisia) dal neoplatonico Simplicio, il matematico Ermodoro da Siracusa e il neoscettico Sesto Empirico.
Con il nome generico di dottrine non scritte si intendono quindi, le dottrine non scritte vere e proprie, e tutte le testimonianze orali raccolte sul filosofo.
Prima di parlare delle suddette dottrine, è pero necessario far notare brevemente che il nucleo centrale della filosofia di Platone è costituito dalla dottrina delle idee, che nasce dall’esigenza di conciliare le conclusioni di Parmenide, secondo cui tutto è uno e immutabile, con l’evidenza del divenire che si riscontra nella realtà sensibile, messa in risalto da Eraclito con il suo “panta rei “ ( tutto scorre).
Per Platone, infatti, tutte le cose sensibili sono opinabili, perché in esse non si trova mai la perfezione dei concetti universali, dato che esse appaiono diverse a seconda dei punti di vista, perché partecipano solo in parte alla perfezione dei concetti.
Ebbene, questo concetto che non muta viene chiamato da Platone idea ( da eidos =idea, forma). L’idea per lui è la forma autentica della realtà e non può essere assolutamente opinione. L’dea, quindi, non è il semplice concetto, ma un’entità dotata di esistenza autonoma, una specie di oggetto eterno che vive eternamente al di fuori della coscienza degli uomini.
Così Platone concilia Parmenide con Eraclito, individuando due condizioni di esistenza: quelle delle idee fisse i immutabili (il mondo intellegibile), percepibile solo da puro intelletto, e quelle degli enti sensibili (il mondo sensibile, sempre in divenire), percepibile dai sensi.
Le idee risiedono nell’Iperuranio (da hyper= oltre, e ouranos=volta celeste), in una regione cioè, al di là del tempo e dello spazio.
L'Etica Nicomachea, di Aristotele
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PLATONE TRAGHETTATORE DELLA SCRITTURA TRA ORALITA’ E SCRITTURA
di Mauro Bargellini
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Platone Traghettatore della tradizione tra oralità e scrittura



