O.M.A.T.

Il significato dei Pianeti

Il sole natale è la fonte dell’energia del Sé, del progetto, dello scopo che l’individuo potenzialmente racchiude in sé, poiché, essendo nato in quel tempo e in quel luogo, storicamente appartiene a quel momento della vita dell’Umanità e dell’Universo, ed è nell’ambito delle forme descritte dalla “cultura” del suo tempo che può dare o non dare il suo personale contributo all’evoluzione dell’Umanità.

Il progetto, lo scopo, è l’intera carta di nascita, nella totalità delle sue complesse interrelazioni tra segni/ case/pianeti, il Sole è solo il centro da cui emana l’energia, la forza richiesta al perseguimento di tale scopo, non è perciò garanzia di vita effettiva, indica solo la potenzialità di diventare quel particolare individuo in relazione a quel particolare scopo, che la sua particolare posizione nel tempo e nello spazio gli ha assegnato.

Tale energia avrà una certa vibrazione, tonalità e qualità a seconda del segno zodiacale in cui il Sole si trova alla nascita, ma per diventare “attuale” e quindi rendere vivo ciò che tocca, ci deve essere qualcosa capace di assorbire la forza solare, assimilarla, differenziarla e distribuirla all’interno di una struttura pronta a riceverla e farne il proprio nutrimento vitale. L’energia del Sole cioè, per essere operativa deve essere focalizzata, da potenziale, deve diventare un’attività definita e particolare, e questo è compito della Luna che, ogni mese nel corso del suo giro intorno alla terra, raccoglie e poi rilascia l’energia del sole; l’energia della Luna perciò è l’energia riflessa del Sole, cioè del Sé, ossia quella parte di forza solare che la struttura dell’io dell’individuo può concretamente ricevere e consciamente utilizzare.

La Luna gira intorno alla terra, come una mamma al suo bambino, intorno al quale costruisce uno spazio protettivo: il mondo, l’esterno, ogni cosa è mediata da lei, il bambino riceve unicamente ciò che è in grado di ricevere; allo stesso modo la Luna trasmette all’io l’energia solare che può ricevere, e ciò dipende dalla particolare struttura di quell’io, la quale a sua volta dipende dall’ambiente famigliare, sociale e culturale in cui quell’io si trova a nascere e muoversi, in questo senso la Luna è condizionata dai fattori collettivi. In altre parole, mentre il Sole è la fonte dell’energia del Sé dell’individuo, un’energia diretta, pura, costante, sempre uguale, che non subisce altro condizionamento che non sia il richiamo a realizzare la totalità della personalità dell’individuo, immutabile funzione del significato e del posto che tale individuo occupa nell’universo, la Luna è l’energia psichica dell’io, il quale, in quanto prodotto dell’interazione tra eredità e ambiente, è condizionato da innumerevoli fattori soggettivi, ambientali, etc.. L’energia della Luna o dell’io, allora è mutevole, adattabile, aumenta e diminuisce ciclicamente, reagisce con grande variabilità all’ambiente interno ed esterno: è il modo tipicamente soggettivo, più spontaneo ed istintivo in cui l’individuo reagisce agli stimoli ambientali ed interiori e si adegua alle proprie condizioni d’esistenza: “Sono stanco… sono felice…” dice la Luna in risposta agli stimoli e alle pressioni dell’ambiente esterno ed interno. La funzione della Luna perciò, nell’economia psichica dell’individuo, ha essenzialmente una funzione di adattamento alla vita e in questo senso colora di sé tutte le funzioni dell’io.

L’energia lunare, infatti, ha un duplice orientamento: simbolicamente, nel tempo che è all’esterno dell’orbita della terra è soggetta all’attrazione dei pianeti esterni, Marte, il pianeta dell’iniziativa e Giove e Saturno, i pianeti sociali e colora di sé le loro funzioni, in pratica la vita sessuale e socioprofessionale centrata sull’io, si occupa cioè dell’adattamento dell’io al mondo esterno; quando invece è all’interno dell’orbita terrestre è a contatto con i pianeti interni o personali: Mercurio, il modo di pensare dell’individuo e Venere, il mondo dei valori più intimi e soggettivi di un individuo, “i moti del cuore” che risvegliano i desideri e influenzano le scelte affettive ed estetiche squisitamente personali di ognuno di noi, insomma l’universo delle “cose” che ci attraggono e perciò desideriamo possedere e sperimentare; in questo caso l’energia lunare è rivolta al mondo interno e mette l’individuo in contatto con le sue esperienze interiori.

Anticamente, si diceva che l’orbita tracciata dalla Luna intorno alla terra fosse come un grande grembo cosmico, uno spazio protettivo, all’interno del quale si svolgeva la vita della terra, ogni cosa prima di arrivare sulla terra doveva passare attraverso questo regno sub­lunare dove veniva trasformata e adattata ai bisogni della terra, così è il simbolo lunare in astrologia.

Finora abbiamo parlato in termini di energia: energia del Sé, rappresentata dal Sole, ed energia psichica dell’io, rappresentata dalla Luna, abbiamo anche affermato che l’energia riflessa del Sole che la Luna rilascia, circola e vive all’interno di una struttura stabile e continuativa, l’io : tale struttura è astrologicamente opera di Saturno, il pianeta con gli anelli che fino al secolo scorso era l’ultimo pianeta del sistema solare e ne segnava i confini. Saturno è, infatti, il pianeta che erige barriere, disegna i limiti, separa, mette in luce le differenze, per fare questo ci vuole tempo e saturno è il pianeta dei tempi lunghi. Fisicamente Saturno si riferisce allo scheletro che definisce la struttura del nostro corpo e il posto che ogni organo deve occupare al suo interno, intellettualmente alla logica che riduce all’osso ogni costruzione del pensiero, psicologicamente stabilisce i confini dell’io, e poiché ogni struttura occupa uno spazio indica anche il posto potenziale che l’individuo deve occupare nell’ambiente­società a cui appartiene.

Come nello scheletro di un bambino non c’è spazio per un cuore grande come quello di un uomo, così è la struttura dell’io che Saturno va costruendo, che decide di volta in volta, la quantità di energia solare che può ricevere dalla Luna. Riassumendo: la forma­struttura dell’io sia fisico sia psicologico è astrologicamente governata da Saturno, e varia nel corso della vita secondo i ritmi dello sviluppo e gli eventi dell’ambiente; i contenuti di tale struttura sono astrologicamente rappresentati dall’energia lunare che, come sappiamo, è l’energia solare, ossia del Sé, riflessa e variamente differenziata dai diversi pianeti, secondo le loro funzioni, che la Luna mensilmente raccoglie durante il suo percorso.

Tutti questi elementi si influenzano e determinano vicendevolmente: il tipo di struttura saturnina dell’io, più o meno ampia e più o meno rigida, influenza i contenuti lunari, ossia l’energia psichica dell’io, che perciò reagirà in modo più o meno adattivo all’ambiente esterno ed interno.

In sostanza, Saturno dice “Io sono…” e la Luna “felice o depresso”: questo saturnino “io sono” è il senso di stabilità e continuità della propria identità, che resta sempre il medesimo malgrado i mutevoli e cangianti adattamenti e umori della luna, senso d’identità che inevitabilmente si è sviluppato prima di tutto nell’interazione con i modelli parentali e in seguito con quelli sociali. E’ chiaro che se la struttura dell’io è troppo rigida e si esplica in modelli di reazione fissi e non flessibili, la funzione di saturno soffoca la funzione di adattamento della Luna, il bisogno cioè di costantemente affermare ad ogni costo la propria individualità reprime il bisogno di adattarsi alle circostanze, squilibri di questo tipo possono generare la formazione di particolari complessi.

Abbiamo parlato prima di coppie polari, ora vediamo quali tipi di relazioni intercorrono tra il Sole, la Luna e Saturno.

Tra il Sole e Saturno c’è, aldilà degli adattamenti lunari, un filo diretto, poiché se il Sole è l’energia del Sé, dello scopo della personalità totale dell’individuo, è solo e unicamente l’io, i cui confini sono stabiliti da Saturno, che può compiere l’integrazione dei vari aspetti e strati della personalità totale, acquisire cioè livelli di consapevolezza sempre più ampi e profondi, che è come dire tendere a diventare ciò che potenzialmente si è, perseguire cioè il progetto, lo scopo che il Sole illumina.

Nella coppia Luna e Saturno, la Luna è il polo femminile, saturno il polo maschile, Saturno è l’artefice del processo di separazione e differenziazione che conduce alla consapevolezza dell’ “io sono”, la Luna immette energia, rende vivo questo “io sono”, lo riempie di contenuti mutevoli più o meno adeguati alle circostanze, inoltre la Luna porta all’io saturnino anche un pezzetto del suo sole, una vibrazione della sua “sostanza”, dello scopo della totalità di cui è parte. Forma e contenuto, struttura ed energia è perciò, la relazione che lega la coppia Luna/Saturno.

Sole e Luna danno vita a diverse coppie di opposti che sono in qualche modo collegate con l’originaria coppia di maschile/femminile, così per esempio le polarità luce­oscurità, conscioinconscio, ragione­sentimento e così via.

Passiamo ora alla coppia Marte e Venere, i due pianeti che polarizzano la vita emotiva dell’individuo. Marte è il primo pianeta esterno, l’interfaccia fra il mondo soggettivo ed oggettivo dell’individuo, simbolicamente rappresenta l’impulso ad uscire, emergere, è il pianeta attraverso il quale deve passare ogni movimento che tenda all’esterno; Venere è invece il primo pianeta interno, il più vicino alla terra, è simbolicamente il pianeta dove iniziano tutti i tentativi di raggiungere il centro di se stessi, il proprio Sole.

Dal punto di vista psicologico Marte esprime la capacità di affermare i propri desideri e interessi, soprattutto quelli legati alla sfera istintiva, è perciò un agente attivo, aggressivo, con pochi riguardi per lo spazio altrui; Venere invece è una dimensione interiore della psiche, legata alle emozioni, immagini, sentimenti che scaturiscono dai contatti con l’altro e col mondo, un universo di sensazioni che ha origine nelle esperienze infantili ed affettivamente condiziona la scelta dei valori di un individuo.

Senza Venere, Marte non ha desideri che lo spingano a muoversi, senza Marte, Venere non può vivere i suoi sogni; l’una e l’altro sono così inesorabilmente legati che non c’è azione da parte di uno senza reazione da parte dell’altro. Quando all’interno della coppia prevale la funzione marziana che porta ad “agire” immediatamente il desiderio, Venere assume i toni più diretti e poco sfaccettati della vita istintuale, quali per esempio si possono trovare nel sesso; quando invece prevale la funzione venusiana è il senso del valore che, secondo il suo gusto, Venere assegna alle cose che spinge Marte all’azione, azione che può allora sfociare nell’arte, nel piacere estetico, nel piacere dei rapporti umani sia d’amicizia, sia d’amore e così via.

Prima di proseguire con la coppia Mercurio/Giove, è bene sottolineare come ogni pianeta in quanto simbolo di una funzione dell’io non è né buono, né cattivo, semplicemente “è”.

Così la funzione Saturno/Luna di costruzione di un “io” stabile, ben differenziato ed adattivo, non è in sé, né positiva, né negativa; certo sarà negativa qualora si esplichi in modo da isolare e chiudere il soggetto all’interno della propria impermeabile e statica individualità. Il cattivo o il buon funzionamento di un pianeta inevitabilmente influenza il lavoro di tutti gli altri, poiché sono tutti interdipendenti l’uno dall’altro, sia come coppie polari, sia come forze alleate o antagoniste, sia come funzioni del conscio o dell’inconscio, sia come espressioni dell’io individuale o dell’io sociale.

Venere, ad esempio, senza il contributo di Mercurio difficilmente può aprirsi e scoprire il valorepiacere della cultura, che farà muovere Marte in certe direzioni, e viceversa tutte le conoscenze e i dati raccolti da Mercurio difficilmente avranno un sapore senza il battito del cuore di Venere. Ed ancora una Luna soffocata da un saturnino io, rigido e chiuso, con fatica potrà dare voce e moltiplicare le fluide immagini e sensazioni che Venere va cercando per fare le sue scelte di piacere­valore, e Marte, imbrigliato in una rete di regole che tracciano precisi percorsi sempre uguali per ogni tipo di azione, difficilmente troverà la strada per esprimersi in azioni liberamente creative.

Finora a questo nostro ipotetico individuo abbiamo dato un destino­progetto, il Sè (la carta di nascita), che il Sole alimenta, un io particolare, capace di adattarsi rimanendo se stesso (Luna/Saturno), una vita emotiva, affettiva e sessuale unita alla capacità e alla volontà di tradurre in azione i propri desideri, impulsi e obiettivi (Venere/Marte), ma per conservarsi e crescere il nostro individuo ha bisogno di “cibo” da assimilare dall’esterno, e poi rendere proprio trasformandolo nella speciale sostanza di cui è fatto il suo corpo, la sua mente e il suo cuore.

Questa funzione assimilatrice ed espansiva è astrologicamente rappresentata da Giove, che infatti dal punto di vista fisico governa il fegato, l’organo del corpo preposto all’assimilazione e assorbimento delle sostanze nutritive. Giove lavora in coppia con Mercurio che, in quanto capacità di accumulare, memorizzare e mettere in relazione dati, fornisce il cibo mentale.

Giove e Mercurio devono lavorare in sintonia poiché uno squilibrio tra loro comporta un accumulo di dati non assimilati, una specie di indigestione­congestione intellettuale, in cui si perde e frantuma in mille insignificanti pezzi, il fine, lo schema portante di tante inutili conoscenze.

Se la funzione di Giove è assimilare e sintetizzare, la funzione di Mercurio è una funzione di scambio, di relazione con l’ambiente e con gli altri, insieme costituiscono i poli di un unico processo il cui fine è l’adattamento sociale dell’individuo.

Giove può essere interpretato infatti come la funzione sociale base, esprime cioè il fondamentale bisogno di ogni uomo di sentirsi associato, rappresenta il senso sociale dell’individuo, ma è Mercurio che trova i modi e inventa i mezzi per entrare in contatto, comunicare e trovare correlazioni fra fatti diversi, permette cioè che il bisogno sociale dell’individuo possa concretizzarsi in reali forme di scambio, e perciò partecipazione sociale, quali ad esempio il commercio e la parola.

A livello psichico Giove è preposto all’assimilazione e sintesi della “cultura”, in quanto prodotto spirituale delle generazioni passate, e Mercurio in questo caso è la memoria collettiva, l’archivio di tradizioni, immagini, simboli etc. del passato che vengono associati a quelli attuali e organizzati in una nuova rete di relazioni che Giove può assimilare e dotare di nuovi significati.

Tornando al precedente discorso della totale interdipendenza e reciproca connessione esistente tra ogni pianeta­funzione e tutti gli altri pianeti, consideriamo come esempio la relazione tra Giove, Marte e Saturno.

Tra Giove e Saturno c’è un rapporto di complementarità: il gioviano senso sociale infatti controbilancia le tendenze individualistiche dell’io saturnino, e Saturno pone un realistico limite alla multiforme “fame” di Giove.

Nel sistema solare Giove è compreso tra Marte e Saturno, simbolicamente nei confronti di Marte, che per andare avanti deve passare attraverso di lui, ha una funzione assimilatrice ed espansiva, nel senso che immette l’impulsività e l’iniziativa individualistica di Marte nel contesto sociale e le allarga e trasforma in partecipazione sociale. Saturno, invece, simbolicamente rappresenta il suo limite, l’orbita di Giove infatti è contenuta nell’orbita di Saturno, non si può materialmente uscire dalla forma­struttura dell’io, la funzione gioviana diventa allora infondere lo spirito comunitario nell’ego saturnino, e quella di Saturno il rendere tale “spirito” permanente ed operativo tramite la creazione di stabili strutture sociali all’interno delle quali ognuno ha il proprio posto e compito.

E’ così compiuta la costruzione planetaria del nostro ipotetico individuo, considerato sia come “io particolare” con un proprio mondo di rappresentazioni squisitamente soggettive e personali, sia come “io sociale” con ruoli, funzioni e consapevolezza sociale più o meno chiari e definiti.

Abbiamo visto quali pianeti contribuiscono alla formazione dell’io nella sua qualità di centro del campo di coscienza e come squilibri particolarmente pesanti tra le forze in gioco, le diverse polarità planetarie, possano generare i complessi che costituiscono l’inconscio personale, sappiamo però che il Sé, la potenziale personalità totale dell’individuo simboleggiata dall’intera carta di nascita, comprende anche l’occulta presenza e l’impatto sull’io dell’inconscio collettivo, quello strato dell’inconscio, identico in tutti gli uomini, i cui contenuti sono gli “archetipi”.

Dal punto di vista astrologico l’inconscio collettivo è rappresentato dai pianeti transaturniani, i pianeti che stanno aldilà della più o meno solida e compatta struttura dell’io saturnino: sono le immagini primordiali, attive in ogni uomo, pronte ad esplodere nella coscienza dell’io individuale che ne sarà o positivamente potenziata o negativamente destrutturata.

Urano, Nettuno e Plutone sono la voce di tali forze archetipe che agiscono in forme e intensità diverse nella vita di ogni individuo, sempre tuttavia si presentano all’io come forze aldilà della coscienza, portano l’inconscio alla soglia della coscienza dell’io, sono l’anello di congiunzione tra i pianeti/funzioni dell’io del sistema solare vero e proprio e le stelle della galassia.

Urano è la forza proiettiva dell’inconscio collettivo, ha il potere di creare immagini, visioni che trasformano e frantumano i limiti della coscienza dell’io individuale; è la risposta e la sfida del collettivo alla grettezza, all’egoismo e alla chiusura dell’io saturnino. Quando la funzione individualizzante di saturno diventa abnorme e costruisce un io inflessibile, esclusivo e ristretto entra in azione Urano che sconvolge le fondamenta dell’autosufficienza e dell’egocentrismo dell’abnorme io saturnino.

Sono uraniani i momenti di crisi, di passaggio, di inevitabili e spesso dolorose trasformazioni, che la vita prima o poi impone a quanti, ermeticamente chiusi nel loro piccolo, ottuso ed egocentrico mondo, non sanno né vedere, né sentire, né comunicare oltre i confini di tale mondo, presuntuosamente creduto saldo ed incrollabile.

Nettuno attiene al mondo dei valori e dei sentimenti, è la forza che dissolve invece di abbattere, è il “solvente universale” degli alchimisti, che corrode in modo lento e silenzioso il rigido senso di individualità e separatezza tra l’io e il tu, tra il dentro e il fuori: Nettuno apre le porte dell’io all’empatia con l’altro e alla voce dell’inconscio.

Anche i valori e i sentimenti possono congelarsi in egoistici attaccamenti ed ogni cambiamento, ogni apertura è allora vissuto come una minaccia allo stato delle cose, in questo caso, interviene Nettuno che dissolve, sfuma, rende vani e inconsistenti tali attaccamenti. Nettuno è il costante richiamo ad andare oltre, è l’anelito alla trascendenza sepolto nel cuore di ogni uomo, l’anelito a perdersi, confondersi l’uno con l’altro e con l’altro ancora, in un luogo senza confini, frontiere o differenze.

Quando l’io diventa prigioniero del quotidiano e ripetitivo succedersi delle cose da fare o non fare e perde il contatto con la propria intima natura e percepisce l’insignificanza e l’inutilità della propria vita che diventa, come dice un poeta, “una stucchevole estranea”, questo è il momento dell’incontro con Nettuno che lo porta via, lontano, dove può scegliere tra la difficile strada che porta ad una più ampia, integrata e superiore coscienza di sé, o l’illusoria via dei paradisi perduti o artificiali, quali quelli offerti dalla droga, dall’alcol, da pseudo­misticismi, da ingannevoli amori e così via, va bene ogni cosa che allontani dalla propria angusta e miserevole realtà.

Urano e Nettuno sono i due poli della funzione di trasformazione e trascendenza del sé, che spingono l’io a evolvere verso forme di coscienza superiore e sempre più integrate, tuttavia possono operare positivamente solo quando Mercurio e Venere svolgono compiutamente la loro funzione, Nettuno infatti ha bisogno del senso del valore e dell’amore di Venere, per aprire il cuore all’empatia e all’amore universale, e Urano ha bisogno della capacità di pensare, trovare relazioni e formare astrazioni di Mercurio per illuminare la mente individuale con le chiare e nitide visioni di mondi migliori.

Plutone, l’ultimo dei pianeti transaturniani, è una potentissima forza di distruzione e rigenerazione. Dal punto di vista astronomico è piccolo e pochissimo luminoso, ma contro ogni apparenza la sua energia, la sua forza, sono estremamente concentrate e potenti.

In plutone, più che in ogni altro pianeta, vive il simbolo nel suo originario significato di “mettere insieme”, poiché Plutone è il pianeta che comprende ogni polarità: la distruzione è legata alla rinascita, il buio e il terrore dell’inconscio è legato alla possibilità di espansione integratrice e illuminante della consapevolezza. In plutone il male e il bene convivono, sempre Plutone si manifesta in termini di opposti, nell’ascesa è in ogni momento implicita la caduta, solo a chi evolve spiritualmente Plutone concede un uso creativo e rigenerante della sua energia, senza distruttive retroazioni negative.

Interviene dopo che Nettuno ha corroso e dissolto le cristallizzazioni dell’io, polverizza e distrugge ogni struttura ancora in piedi appartenente ai vecchi, polverosi e condizionanti modelli dell’io saturnino, e apre la via al nuovo, all’autorigenerazione, mette l’io a contatto col centro della personalità totale, il Sé, dell’individuo che accompagna nello stadio finale del processo d’individuazione, la seconda nascita.

Plutone è spietato, assolutamente imparziale ed impersonale, è simile alla per noi incomprensibile e disumana crudeltà della natura, al potere ctonio della terra, la cui legge ultima resta avvolta nel mistero.

I pianeti transaturniani distruggono solo al fine di trasformare e ampliare la coscienza dell’io, sono pianeti di metamorfosi che letteralmente significa andare “oltre la forma” attuale. Avere il potere di cambiare la qualità della propria esistenza è un privilegio dell’essere umano e i pianeti transaturniani rappresentano questa potente forza trasformativa pronta a risvegliarsi quando gli eventi della vita pongono l’individuo di fronte alle immagini, ai simboli dell’inconscio collettivo.

A questo punto il sicuro e chiuso cerchio dell’io saturnino o si apre e si trasforma nei cerchi sempre più ampi e avvolgenti di una spirale che s’innalza e integra e comprende i cerchi inferiori, oppure si spezza, si interrompe, si aprono cesure che rendono impossibile mantenere la stabilità e la continuità dell’io, che va in pezzi e precipita nel baratro della follia, o nella obnubilante dipendenza da qualche “credo”, sostanza, o altro, oppure quando va bene si risolve nel rassegnato, spento e arido tentativo di “sopravvivere”, piccoli pensieri e piccole azioni costellano un quotidiano privo di un senso unitario, in perenne e completa balia degli eventi esterni.

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