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Isvarakrsna: Strofe del Samkhya

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Create Dateottobre 10, 2016
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isvarakrsna-strofe-del-samkhyaLa Tradizione indù, essenzialmente fon­data su i Veda, contempla differenti dar sana o "prospettazioni" che vertono singolarmente su determinati aspetti del conoscibile vedico.

I darsana vanno considerati alla stregua di prospettive filosofiche che offrono un'in­terpretazione della Realtà secondo diverse angolazioni, penetrando in vario grado di profondità nell'essenza delle cose e traen­done conseguentemente delle "visioni" ca­ratterizzate ciascuna da una propria specifica sfera di competenza e distinte in quanto a portata, completezza e comprensività. Essi non sono in opposizione ma abbracciano panoramiche sempre più ampie, sintetiche e unitarie compenetrandosi e completandosi reciprocamente.

Uno dei più antichi darsana è il Sàriikhya, codificato dal saggio Kapila, che basa la sua investigazione sulla "enumerazione" e considerazione dei venticinque tattva o princìpi.

Esso si interessa della sfera della manifestazione universale e spiega l'universo fenomenico con l'interazione di due princìpi:

  • il purusa (anima), attivo e vivificatore che per "induzione" conferisce alla prakrti la capacità di generare le forme-entità,
  • e la prakrti (natura), sostanza universale passiva e plasmabile.

Molte nozioni fondamentali del Sàrhkhya sono state riprese da altri darsana, in parti­colare la distinzione tra purusa e prakrti e la concezione dei tre guna: sattva, rajas e tamas, "qualità" o elementi costitutivi della prakrti.

Le Sàmkhyakàrikà di Isvarakrsna costi­tuiscono il più antico testo del darsana Sàrhkhya in nostro possesso (IV-V sec.d.C); esse sono considerate un compendio di un trattato precedente e più esteso: lo Sastitantra ("I sessanta argomenti") di cui si fa menzio­ne nella karika 72. La notorietà e l'autorità delle Sàmkhyakarika sono attestate dai suoi numerosi commenti tra i quali il più antico è quello ascritto a Gaudapàda che viene pre­sentato in questa edizione nella scorrevole e accurata traduzione di Corrado Pensa.

Il Samkhya non si limita alla conoscenza della struttura dell'universo nella sua totalità, ma propone anche la liberazione del purusa dall'apparente identificazione, causata dalla non conoscenza (ajnàna), con i prodotti di prakrti. È da sottolineare che il Samkhya parla di apparente identificazione in quan­to: «...nessun'anima è legata o liberata né trasmigra. Non è altro che la natura, con i suoi molteplici stadi, ad essere legata o liberata o a trasmigrare»

(karika 62).


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